Ora vi faccio un gioco. Provate a indovinare a quali farmaci si riferiscono i seguenti foglietti illustrativi.

1) Controindicazioni: Ipersensibilità al …?….. o agli eccipienti. Soggetti di età inferiore ai 15 anni. Pazienti affetti da grave anemia emolitica. Grave insufficienza epatocellulare. Precauzioni d’uso: Nei casi rari di reazione allergiche, la somministrazione deve essere sospesa e deve essere istituita idoneo trattamento […] Dosi elevate o prolungate possono provocare una epatopatia ed alto rischio e alterazioni a carico del rene e del sangue anche gravi, perciò la somministrazione nei soggetti con insufficienza renale o epatica di grado lieve o moderato e nei pazienti affetti da S. di Gilbert deve essere effettuata solo se effettivamente necessario e sotto il diretto controllo medico. Durante il trattamento con..?.. prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga lo stesso principio attivo, perché se il ….. è assunto a dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse. Prima di associare qualsiasi altro farmaco contattare il medico (vedi interazioni).

2) Controindicazioni: non prenda…?…. se è allergico a (principio attivo) o agli eccipienti; se ha avuto una reazione allergica grave a qualsiasi (classe farmacologica). Questo può includere una eruzione cutanea o un gonfiore del viso o del collo; se ha avuto problemi al fegato o ittero quando ha preso un…(classe farmacologica). Precauzioni: parli col medico o il farmacista prima di prendere questo medicinale se lei: ha la mononucleosi infettiva; è stato in trattamento per problemi al fegato o ai reni; non urina in modo regolare; Effetti indesiderati gravi: reazioni allergiche, convulsioni e infiammazioni all’intestino. Guida di veicoli e utilizzo di macchinari: …?…. può avere degli effetti indesiderati ed i sintomi possono renderla inadatta a guidare veicoli. Non guidi veicoli o utilizzi macchinari a meno che non si senta meglio.

3) Controindicazioni: NON prenda….. se è allergico al..?.., al sodio bicarbonato, al calcio carbonato o a uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale; se ha insufficienza ai reni; se sta prendendo le tetracicline; se ha preso o dovrà prendere altri medicinali entro 1-2 ore dall’impiego di..?…Precauzioni d’uso: faccia attenzione: se ha una grave insufficienza renale perché l’uso di…?… per lungo tempo può aumentare i livelli di magnesio nel sangue e causare malattie del cervello o peggioramento della fragilità delle ossa in seguito a dialisi; se sta seguendo una dieta a basso contenuto di sodio, perché ..?…. contiene Sali di sodio.

4) Controindicazioni: Non prenda…?….• se è allergico a…?… o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale • se prende altri medicinali che appartengono ad un gruppo chiamato inibitori delle monoammino ossidasi (MAO inibitori), inclusi selegilina (trattamento del morbo di Parkinson), moclobemide (trattamento della depressione) e linezolid (un antibiotico).• se soffre di aritmia congenita o ha avuto un episodio di aritmia (rilevato all’ECG, un esame per valutare la funzionalità del suo cuore). • se prende delle medicine per problemi di ritmo cardiaco o che possono influenzare il ritmo del. Avvertenze e precauzioni: si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere…?…. Informi il medico se ha qualche altra affezione o malattia, poiché il medico può doverla prendere in considerazione. In particolare, informi il medico: • se soffre di epilessia […] • se soffre di ridotta funzionalità del fegato o dei reni. Il medico può dover aggiustare il dosaggio. • se soffre di diabete. Il trattamento con …?… può alterare il controllo glicemico. Può rendersi necessario un aggiustamento della dose dell’insulina e/o degli ipoglicemizzanti orali. • se il suo livello di sodio nel sangue è ridotto. • se ha una predisposizione al sanguinamento o alla facile formazione di lividi. • se sta seguendo una terapia elettroconvulsiva. • se soffre di malattia coronarica cardiaca. • se soffre o ha sofferto di problemi al cuore o ha avuto recentemente un attacco di cuore. • se ha una bassa frequenza cardiaca a riposo e/o se pensa che il suo organismo possa aver subito una grande perdita di sali in seguito a diarrea e vomito intensi e prolungati o all’uso di diuretici (compresse che favoriscono la diuresi ) • se avverte un battito cardiaco veloce o irregolare, svenimento, collasso o capogiri quando si alza in piedi, che possono indicare una irregolarità della frequenza cardiaca • se ha o ha avuto in passato problemi agli occhi, come alcuni tipi di glaucoma (aumento della pressione nell’occhio).

Tutti e 4 questi farmaci hanno diverse interazioni con altre medicine ed è sconsigliato l’uso in gravidanza e durante l’allattamento.

Con questi effetti collaterali e precauzioni, li prendereste? Eppure sono certa che ognuno di voi li ha assunti almeno una volta nella vita, senza alcuna preoccupazione. Avete indovinato?

  • Sono la Tachipirna (analgesico antinfiammatorio),
  • L’Augmentin (antibiotico Acido Clavulonico e Penicillina)
  • e la Magnesia Bisurata aromatic (comuneantiacido venduto anche nei supermercati).
  • L’ultimo farmaco è l’Escitalopram, un SSRI.

Come vediamo, ogni farmaco, così come anche i fitoterapici, possedendo una struttura molecolare, va ad interferire con il nostro organismo, dando benefici effetti ma anche la possibilità di effetti collaterali. Eppure a nessuno di noi verrebbe in mente di non prendere la Tachipirina quando abbiamo la febbre alta o l’antibiotico se avessimo una polmonite. Il medico valuterà, sulla base del rischio-beneficio e sulla base della dose minima efficace, se è il caso di prescrivere o meno un farmaco. Lo stesso vale per gli antidepressivi.

QUALI SONO ALLORA I PRINCIPALI EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTIDEPRESSIVI?

  Tra gli effetti collaterali più comuni associati agli SSRI e agli SNRI troviamo:

  • mal di testa: di solito è passeggero e sparisce in breve tempo,
  • nausea: di solito è passeggera e dura poco,
  • insonnia (sotto forma di difficoltà ad addormentarsi o di risvegli frequenti durante la notte) o sonnolenza,
  • nervosismo ed agitazione,
  • disturbi sessuali: sia gli uomini che le donne possono soffrire di problemi sessuali, tra cui
    • riduzione del desiderio, disfunzione erettile, ritardo dell’eiaculazione o anorgasmia,
  • malessere,
  • difficoltà digestive e dolori di stomaco,
  • diarrea o stipsi,
  • perdita o aumento di appetito,
  • Aumento ponderale
  • vertigini.

Tra gli effetti collaterali più comuni associati ai Triclici troviamo:

  • secchezza delle fauci
  • stipsi: può essere utile mangiare più fibra, prugne, frutta e verdura;
  • problemi alla vescica: svuotare la vescica potrebbe essere difficile e il flusso di urina potrebbe non essere forte come al solito. Gli uomini anziani che soffrono di ingrossamento della prostata potrebbero avvertire questo problema più degli altri pazienti.
  • problemi sessuali: la risposta sessuale può cambiare e gli effetti collaterali possibili sono simili a quelli degli SSRI;
  • visione offuscata: di norma è un problema transitorio e non richiede la prescrizione di nuove lenti correttive, ma va segnalato al medico.
  • sonnolenza: si verifica durante il giorno, ma di solito scompare in fretta.
  • vertigini
  • aumento di peso
  • sudorazione eccessiva (soprattutto di notte)
  • anomalie del ritmo cardiaco, come palpitazioni evidenti o battito cardiaco accelerato (tachicardia)

Tra gli effetti collaterali più comuni associati agli Anti-MAO troviamo:

Gli IMAO (inibitori della monoamino ossidasi) sono un vecchio tipo di antidepressivo che viene prescritto sempre più raramente e solo da specialisti, in quanto potenzialmente causa di effetti collaterali anche gravi come la Sindrome serotoninergica, caratterizzata da agitazione e contrazioni muscolari, aumento della sudorazione, tremore, confusione,  allucinazioni, febbre, convulsioni, brusche alterazioni del battito cardiaco (aritmie) e svenimento.

Allungamento tratto QTc

La proprietà degli antidepressivi di un aumento del QTc, cioè una anomalia all’ECG che favorirebbe l’insorgenza di aritmie, è stata notevolmente ridimensionata negli ultimi studi. Citalopram e altri due antidepressivi sono risultati associati a un prolungamento dell’intervallo QT corretto, un marker di aumento del rischio di aritmia ventricolare, in uno studio osservazionale uscito sul British Medical Journal. Gli autori, guidati da Roy Perlis, del Massachusetts General Hospital di Boston, scrivono che il loro studio, per sua natura, non ha potuto rispondere alla domanda se i pazienti ai quali vengono prescritti antidepressivi di routine dovrebbero fare un elettrocardiogramma prima e/o dopo l’inizio del trattamento.

Tuttavia, sottolineano, i loro risultati suggeriscono che ci sono differenze di rischio nella diverse classi di cui è bene tenere conto al momento della scelta del trattamento. Citalopram, in particolare, era già stato oggetto di un allarme diramato nell’agosto 2011 dalla Food and Drug Administration in cui si diceva che vi era un’associazione tra i dosaggi più alti del farmaco e un prolungamento dell’intervallo QT e torsioni di punta. L’agenzia aveva fissato in 40 mg la dose massima giornaliera e aveva fatto inserire la sindrome congenita del QT lungo tra le controindicazioni. L’Fda ha poi chiarito meglio la questione, rimuovendo tale controindicazione, ma affermando che il farmaco non è raccomandato in questa popolazione di pazienti e ha inoltre fissato in 20 mg la dose massima giornaliera per alcuni gruppi di pazienti, tra cui i soggetti al di sopra dei 60 anni e quelli in terapia con un inibitore del citocromo P4502C19.

Altri autori, invece, hanno stabilito un nesso tra cuore e depressione: la depressione aumenterebbe il rischio di mal di cuore, il mal di cuore tante volte scatena la depressione. In questo abbinamento negativo sono finiti sotto inchiesta anche gli antidepressivi: e se fosse colpa loro l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari come infarto, aritmia, ictus o Tia (attacco ischemico transitorio)?

Ora uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto dall’Università di Nottingham, ha svolto un’indagine retrospettiva su 240 mila pazienti di età 20-64 anni che avevano avuto una diagnosi di depressione tra il 2000 e il 2011. E li hanno seguiti per cinque anni dalla prima diagnosi controllando le terapie antidepressive seguite e registrando i casi verificatesi di aritmia, infarto, ictus o attacco ischemico transitorio.

Fatti i necessari incroci e confronti dei dati, i ricercatori britannici non hanno trovato nessuna associazione tra l’assunzione degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e i problemi cardiovascolari sotto esame. Anzi, hanno rilevato segnali di un possibile diminuito rischio di aritmie e di infarti del miocardio. In particolare il Citalopram, uno dei più usati SSRI, che negli elettrocardiogrammi era parso associato a un prolungamento del cosiddetto intervallo Qt, non è però risultato causa di nessuna aritmia. Nemmeno ad alte dosi, da intendersi come 40 mg o più al giorno. Tuttavia, avvertono i ricercatori, pochissimi dei pazienti sotto esame assumeva questi dosaggi, per cui il dato ricavato non è da ritenersi significativo.

Diverso il discorso per i triciclici, i primi e tuttora molto validi antidepressivi con i quali il rischio di aritmia aumenta nei primi 28 giorni di assunzione.

Quindi sembra assolto il Citalopram. Il professor Andrea Fagiolini, ordinario di psichiatria dell’Università di Siena, afferma che questa ricerca fa chiarezza sul nesso tra antidepressivi e malattie cardiovascolari. La depressione può essere causa oppure effetto delle patologie cardiovascolari.

Chi subisce un infarto e poi va in depressione, se non curato ha un netto rischio di morire entro sei mesi. Per cui l’azione degli antidepressivi è fondamentale, superiore a eventuali rischi, che in questo studio si vede essere molto bassi per non dire inesistenti.

Anzi, appare che gli antidepressivi Ssri riescono probabilmente a prevenire eventi cardiovascolari. Il rapporto rischi/benefici risulta nettamente positivo. Sui triciclici il discorso è diverso, in quanto questa correlazione è stata verificata e possono essere usati solo con i pazienti senza problemi cardiologici.

Vi siete chiariti un po’ le idee?  Ci sono ancora dei dubbi?

Allora vi aspetto al prossimo post, dove riporto le più comuni domande fatte dai pazienti sulla depressione.

ARTICOLO SCRITTO DALLA DOTT.SSA GAIA GUGGERI MEDICO PSICHIATRA E PSICOTERAPEUTA 

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