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L’autorealizzazione dell’essere umano secondo la psicologia umanistica di Carl Rogers

Articolo di Silvia Bosio

19 Ott 22

CHI È CARL ROGERS

Carl Rogers è stato uno psicologo statunitense, fondatore della corrente cosiddetta “umanistica” nel campo della psicologia.

LA PSICOLOGIA UMANISTICA

L’approccio fondato da Rogers viene definitivo “terapia centrata sul cliente”, un tipo di terapia non direttivo, volto ad accompagnare l’individuo nel conoscersi e autorealizzarsi. Secondo l’autore, ogni essere umano porta con sé valori e risorse che gli consentono di perseguire gli scopi desiderati, essendo naturalmente predisposti a modificarsi e perfezionarsi. Il suo pensiero fu in netto contrasto con quello psicoanalitico all’epoca vigente: Rogers si contrappose all’idea di Freud secondo cui l’uomo risponde a impulsi irrazionali dettati dall’inconscio. L’umanità è elemento innato che porta l’uomo ad autoregolarsi e a tendere al proprio benessere mediante il raggiungimento di scopi desiderati: pertanto, secondo Rogers, la finalità della psicoterapia deve essere di potenziamento di tali risorse, favorendo il raggiungimento di scopi e l’autorealizzazione della persona. Per tali motivi la terapia è definita come “centrata sul cliente”: le persone possiedono già in sé la capacità di poter stare bene; la terapia funge da promotore e accompagnatore verso questa finalità.

LE CARATTERISTICHE DELLA RELAZIONE TERAPEUTICA

La relazione che si instaura tra cliente e terapeuta è colonna portante in questo processo di promozione del benessere: il terapeuta accoglie il cliente in maniera incondizionata, senza giudizio, mettendosi nei panni del cliente per capirlo profondamente e intimamente. Inoltre, il terapeuta rogersiano non assume alcuna posizione direttiva: non è il terapeuta a possedere risorse e conoscenze “superiori” al cliente, poiché quest’ultimo ha già in sé le competenze e le potenzialità per poter realizzare la propria salute. Il rapporto pertanto è di pari livello, come in un confronto paritetico tra due persone. Il cliente viene rispettato in maniera autentica, libera e onesta.

Siamo intorno agli anni 40-50 del 1900, quindi negli anni del secondo dopoguerra. È rivoluzionaria l’idea di Carl Rogers di impostare una terapia non volta a risolvere primariamente i problemi, bensì propensa soprattutto a promuovere le competenze già presenti nelle persone, così che solo in questo modo possa gestire sia le difficoltà attuali sia quelle eventuali future. L’autore si è focalizzato sullo sviluppo del potenziale umano e sulla resilienza, evitando di porre particolare accento sulle mancanze, sulla malattia, sugli aspetti deficitari. Rogers inoltre non ha dato primaria importanza alla storia passata della persona: il presente è il momento in cui l’essere umano vive ed è quello verso cui ci sono margini di sviluppo personale e autorealizzazione pieni. Il focus dell’autore è sulla libertà dell’essere umano.

CANDIDATURA AL PREMIO NOBEL PER LA PACE

Il contributo di Carl Rogers sul piano scientifico, umanistico e socioculturale lo portò nel 1947 ad essere eletto presidente dell’American Psychological Association (APA); nel 1956 presidente dell’ American Academy of Psychotherapists (AAP); nel 1982 a essere candidato al Premio Nobel per la Pace.

BIBLIOGRAFIA

Rogers C. (2008), La terapia centrata sul cliente, La meridiana ed.

A cura di: Dott.ssa Silvia Bosio

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