Perché misurare l’intelligenza emotiva?

Una volta presentata l’intelligenza emotiva e la sua utilità, può essere interessante riflettere sui metodi che nel corso del tempo sono stati impiegati per poterla misurare, con l’obiettivo di capire come si presenta in ogni individuo e come può essere favorita ed incrementata.

Come si può misurare l’intelligenza emotiva?

Non esiste un unico strumento per valutare l’intelligenza emotiva, ma sono stati pensati più metodi per provare a cogliere la complessità di questa dimensione, tra cui questionari (i più utilizzati), osservatori esterni e/o valutazioni complessive a 360 gradi che comportano l’utilizzo di più metodologie.

I questionari

Sono stati elaborati differenti test che hanno cercato di raccogliere le differenti dimensioni che costituiscono l’intelligenza emotiva.

La maggior parte degli strumenti consiste in una autovalutazione che il soggetto effettua alla luce della consapevolezza emotiva che ha di se stesso.

Tra i più utilizzati si trovano:

Test di Mayer-Salovey-Caruso (MSCEIT)

Misura le componenti fondamentali dell’intelligenza emotiva del modello originale di Mayer e Salovey attraverso 144 domande che indagano:

  • Percezione delle emozioni: capacità di percepire le emozioni in se stessi e negli altri.
    Es: quale emozione sta sperimentando la persona nella foto? (si mostra la foto e si fa scegliere tra una opzione di emozioni e la rispettiva intensità) .
  • Facilitazione del pensiero: abilità di usare e provare le emozioni per comunicare i sentimenti o risolvere problemi.
    Es: quale emozione sarebbe opportuno che provasse un dottore per una prescrizione di un farmaco in una situazione delicata come un tumore grave?
  • Comprensione delle emozioni: capacità di comprendere le emozioni e le loro combinazioni negli scambi relazionali e di valutarne il significato.
    Es: paura, imbarazzo, gioia, sorpresa sono tutte parti di: 1) stima, 2) soggezione, 3) perplessità, 4) rispetto, 5) compassione
  • Gestione delle emozioni: abilità di essere aperti ai sentimenti e di modularli in se stessi e negli altri in modo da promuovere la comprensione reciproca.
    Es: se Stefano sperimenta collera sul lavoro perché non è stato assegnato a lui il premio annuale, quale azione sarebbe efficace affinché possa gestire l’emotività esperita? (si fa scegliere tra 4 situazioni ipotetiche)

Questionario sulla regolazione emotiva (ERQ)

Valuta, attraverso il grado di accordo del soggetto a 10 domande, la capacità di regolare le proprie emozioni.

Le risposte fanno riferimento a due dimensioni:

  • Ristrutturazione cognitiva: rivalutazione cognitiva di un evento, così da poter modificare il significato o la risposta emotiva, per amplificare la stessa o per ridurre la valenza emotiva negativa di un evento.
    Es: Per sentirmi meglio (ad esempio, felice/contento/sollevato/di buon umore), cerco di guardare le cose da una prospettiva diversa.
  • Soppressione emotiva: tendenza del soggetto a modulare solo la risposta emotiva dopo che un evento si è verificato, anche ricorrendo alla inibizione della risposta.
    Es: Se provo sentimenti negativi, faccio attenzione a non esprimerli

I metodi di osservazione

Un osservatore esterno effettua una stima dell’intelligenza emotiva delle persone che sta osservando basandosi su differenti indicatori:

  • Comportamento non verbale: viene valutato il linguaggio del corpo, le espressioni verbali, la postura per comprendere come il soggetto sperimenta e gestisce le proprie emozioni.
  • Modalità di risposta a scenari: agli individui vengono presentate situazioni ipotetiche e vengono osservate e valutate le loro risposte emotive e comportamentali. Questo permette di stimare la modalità di reazione del soggetto a situazioni reali in cui risulta fondamentale l’intelligenza emotiva.
  • Prestazioni in situazioni reali: si osserva il soggetto mentre gestisce la quotidianità della sua esperienza lavorativa o scolastica con attenzione alle capacità comunicative, al linguaggio del corpo, alle competenze di problem solving e relazionali.

Valutazione complessiva a 360 gradi

Questa modalità di lavoro prevede una commistione dei metodi su presentati. Vengono pertanto impiegati sia osservatori esterni che strumenti di autovalutazione per avere un quadro complessivo dell’intelligenza emotiva dell’individuo.

Perché pensare a diversi metodi di valutazione? Uno non è sufficiente?

È importante tener presente, quando si esegue una valutazione, che il singolo strumento può essere poco esaustivo e avere dei limiti di affidabilità, soprattutto nel momento in cui l’obiettivo è quello di valutare una dimensione così complessa come l’intelligenza emotiva.

Inoltre, avere più metodi a disposizione per effettuare un’analisi consente di acquisire più informazioni possibili e di coprire il maggior numero di sfumature.

Per capire l’importanza di questo aspetto basti pensare all’influenza che l’essere cresciuti in un determinato contesto e/o cultura possa avere sullo sviluppo di determinate dimensioni personali e sulla specifica modalità di espressione e gestione delle emozioni; avere strumenti che consentano di cogliere diverse tonalità e gradazioni è fondamentale per essere il più esaustivi possibile.

BIBLIOGRAFIA

Balzarotti, S., John, O.P. and Gross, J.J. An Italian Adaptation of the Emotion Regulation Questionnaire Submitted to the European Journal of Psychological Assessment

Brackett, Marc A. y Salovey, Peter (2006). Measuring emotional intelligence with the Mayer-Salovery-Caruso emotional intelligence test (MSCEIT). Psicothema, 18 (), 34-41.

Gross, J.J., & John, O.P. (2003). Individual differences in two emotion regulation processes: Implications for affect, relationships, and well-being. Journal of Personality and Social Psychology, 85, 348-362.

Meyer, J.D., Salovey, P. & Caruso, D.R. (2010). MSCEIT. Meyer, Salovey e Caruso Emotional Intelligent Test. Giunti OS.

Salovey, P. e Mayer, D. (1990). Emotional Intelligence. Imagination, Cognition and Personality, 9, pp. 185 – 211.

Articolo a cura della dott.ssa Chiara Mariani Psicologa presso la sede di Legnano del Centro InTerapia.

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