‘La Signora S. a volte si lamenta con le infermiere perché, dice, non le hanno messo sul vassoio il dolce o il caffè. Quando queste rispondono: ‘Ma è lì, signora, a sinistra’, sembra non capire quello che dicono, e non guarda a sinistra. Se le voltano piano la testa facendo sì che il dolce entri nel suo campo visivo, nella metà destra non compromessa del suo campo visivo, dice: ‘Oh, eccolo. Prima non c’era’. Essa ha completamente perduto l’idea di ‘sinistra’, per quanto riguarda sia il mondo esterno sia il proprio corpo’. (Oliver Sacks, 1985 )

Il Neglect tradotto in italiano eminattenzione o eminegligenza spaziale unilaterale è una sindrome neuropsicologica che segue una lesione cerebrale, solitamente un ictus o un trauma cranico.

E’ caratterizzata dall’incapacità da parte del paziente di percepire o prestare attenzione a oggetti, persone, rappresentazioni, collocati in un emicampo visivo (solitamente controlaterale alla lesione), e di agire in quel lato dello spazio (Robertson, 1999).

Chi subisce una lesione alla corteccia parietale è  spesso soggetto a questo tipo di manifestazioni di negligenza spaziale, nella quale una parte del corpo o del mondo è ignorata o soppressa. Consiste sostanzialmente nella perdita della capacità di esplorare coscientemente una parte di emicampo visivo,  controlaterale (opposto) a quello compromesso .

Nella maggior parte dei casi il lato che viene “negato” è quello sinistro a seguito di un evento cerebrale occorso nell’emisfero destro. Il neglect può presentarsi anche a seguito di lesioni a sinistra ma diversi studi hanno mostrato come questi casi siano meno frequenti e meno gravi; inoltre questi pazienti sono più difficili da valutare a causa dell’afasia. La condizione di negligenza varia lungo un gradiente temporale che va da pochi giorni a periodi prolungati.

Nonostante spesso si associ a emianopsia, emianestesia o emiparesi, la sindrome non dipende da deficit sensoriali (visivi)  o motori.

Eppure tutto ciò non ha nulla a che fare con la corteccia visiva e dunque il paziente vede, ma arriva anche a negare l’esistenza stessa di ciò che include l’emicampo controlaterale, anche somaticamente parlando – perdendone cioè sensibilità.

Come ben spiega uno dei più illustri studiosi di neglect,  E. Bisiach, il paziente affetto da negligenza spaziale si comporterà come se non fosse più in grado di percepire e concepire l’esistenza di un lato dello spazio egocentrico, corporeo ed extracorporeo.

Si possono immaginare le molte ricadute  che questa sindrome neurologica può avere sulla vita quotidiana; in taluni casi, la persona colpita da neglect può per esempio non radere una parte del proprio corpo di cui non ammette l’esistenza, oppure omettere di vestirla; mangiare solo metà di ciò che si trova nel suo piatto o urtare contro gli oggetti mentre si muove nello spazio che lo circonda, seppur familiare, come la propria stessa casa. ‘Quando rifaccio il letto ora ci impiego tantissimo tempo e picchio sempre dentro i comodini e gli altri mobili attorno’, racconta la signora M.

Oliver Sacks, in uno dei suoi più famosi libri, a proposito di questa sindrome di ‘trascuratezza’ cita le parole del collega neurologo Mesulam ‘Quando la trascuratezza è grave, il paziente può comportarsi quasi come se metà dell’universo avesse tutt’a un tratto perso ogni significato e addirittura cessato di esistere…i pazienti con trascuratezza unilaterale si comportano non solo come se in realtà nell’emispazio sinistro non accadesse nulla, ma anche come se da quell’area non ci fosse da aspettarsi alcunché di importante.’

Per valutare l’estensione del disturbo esistono dei test neuropsicologici. Quello più utilizzato dai neuropsicologi è il test di Barrage. In questo test viene chiesto al soggetto esaminato di barrare con una riga trasversale tutte le linee che ci sono sul foglio: il paziente con negligenza spaziale segna le linee sul lato destro del foglio mentre non apporrà alcuna barra sulle linee a sinistra del foglio, che ricadono all’interno dell’emicampo visivo sinistro, le quali non vengono percepite, poiché  non ve ne è coscienza.

Per il trattamento e la riabilitazione di questo disturbo esistono alcune tecniche e programmi specifici di allenamento per ri-orientare la visione – percezione del paziente verso l’emicampo inibito e sviluppando strategie comportamentali compensative per aumentare i movimenti oculari diretti verso l’emicampo lesionato,  impercepito.

Quando Oliver Sacks incontrò la signora S. nel 1976 non erano disponibili computer e videogiochi. Oggi la riabilitazione del neglect prevede sia esercizi carta e matita sia esercizi con l’ausilio di tablet e/o pc che consentono di personalizzare il piano di trattamento e complessificare gradatamente il livello di riabilitazione cognitiva. Essi permettono ai pazienti con neglect di controllare la metà ‘mancante’ o gli insegnano a farlo da soli.

Bibliografia

Oliver Sacks (1985), ‘L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello’,  Gli Adelphi

Robertson, I. H. & Hawkins, K. (1999). Limb activation and unilateral neglect. Neurocase, 5, 153 – 160.

Bisiach, E. & Luzzatti, C. (1978). Unilateral neglect of representational space. Cortex ,14, 129-133.

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