EMDR metodologia terapeutica evidence-based

Come funziona l’EMDR: l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una metodologia terapeutica evidence-based utilizzata per il trattamento del trauma maggiore, degli eventi di vita stressanti e dei traumi relazionali (dello sviluppo) che hanno caratterizzato la storia della persona. 

Nel corso della nostra vita non smettiamo mai di apprendere; anche se a volte non ci facciamo caso, tutto ciò che ci accade lascia traccia in noi. Le esperienze che viviamo in prima persona o che osserviamo (ciò che accade a chi ci sta intorno) vengono immagazzinate all’interno del nostro cervello, nelle reti neurali.

In questo modo, fin dall’infanzia, cominciamo a costruire mappe cerebrali che ci permettono di significare ciò che accade e quindi di orientarci nella vita di tutti i giorni. Ogni evento si aggiunge e si integra alle tracce delle esperienze precedenti presenti in memoria.

Come funziona l’EMDR: come avviene l’integrazione delle esperienze? 

Secondo il modello teorico AIP (Adaptive Information Processing), la nostra mente è dotata di un sistema di elaborazione delle informazioni che ci permette di elaborare e risolvere le esperienze, anche disturbanti, che ci troviamo a fronteggiare (Shapiro, 2013).

Ogni nuova informazione si aggiunge alle precedenti, creando nuovi collegamenti e portando nuovi apprendimenti. Il cervello, una volta elaborato l’evento, lo registra come passato e, anche qualora sia stato spiacevole, permette di assumere una visione oggettiva e realistica di quanto accaduto, traendo importanti insegnamenti per il presente e il futuro (Knipe, 2017).

Facciamo un esempio

Può essere che, in preda alla fretta, nel mettere a posto dei bicchieri, uno si rompa a mi tagli. Disinfettata la ferita, il mio corpo metterà in campo una serie di reazioni automatiche affinché il taglio si rimargini e guarisca.  Magari, potrò vedere la sottile linea chiara della cicatrice negli anni a venire, ma non farà più male. Inoltre, può essere che l’esperienza mi ricordi che quando maneggio oggetti in vetro o ceramica è meglio che presti attenzione!

La nostra mente funziona esattamente come il nostro corpo: mette in atto un processo automatico e naturale per guarire le “ferite dell’anima” e permetterci di trarre insegnamenti importanti e utili ai fini della sopravvivenza e del benessere.            

Dunque, siamo naturalmente e fisiologicamente predisposti a “digerire” ciò che ci accade, orientandoci verso lo sviluppo e la crescita continua. Questo è un punto importante da tenere a mente perché l’EMDR va proprio a sfruttare tale meccanismo naturale.

Quando il meccanismo si “inceppa”

Può capitare che esperienze particolarmente stressanti e traumatiche, o ripetute, interferiscano con il normale processo di elaborazione e di integrazione, bloccandolo. Questo fa sì che alcuni eventi di vita rimangano “congelati” in memoria con tutta l’intensità del momento in cui sono accaduti. Ciò significa che le reti neurali in cui sono immagazzinati questi ricordi conservano:

  • sensazioni fisiche vivide e spiacevoli (talvolta spaventose)
  • emozioni soverchianti
  • convinzioni e pensieri sabotanti circa noi stessi

queste sensazioni corporee, le emozioni e i pensieri negativi fissati nella memoria sono quelli sperimentati nel momento in cui abbiamo fatto quell’esperienza, ecco allora che ci portiamo dietro, senza sconti, la potenza di quella sofferenza.

Quando elementi del presente si connettono alle reti in cui sono immagazzinati ricordi non elaborati, è come se fossimo riproiettati, in modo automatico e inconsapevole, in quel passato traumatico, stressante: il nostro corpo e la nostra mente sperimentano quelle medesime sensazioni spiacevoli, quello stesso dolore, senza aver la possibilità di discernere tra quello che è stato e quello che è. Il passato invade il presente, perdiamo l’orientamento al qui ed ora.

EMDR

Come si inserisce in tutto questo la metodologia EMDR? Come funziona l’EMDR?

L’EMDR ci permette di mettere ordine, di riorganizzare l’informazione non integrata in memoria e di sanare la ferita del trauma “lasciando il passato nel passato”
Tutto ciò avviene all’interno di un contesto in cui è possibile accedere ad una sensazione di sicurezza, ovvero il contesto terapeutico.

Come funziona l’EMDR e su cosa lavora

Grazie all’EMDR è possibile lavorare sugli eventi che costituiscono le fondamenta del disagio attuale e che lo alimentano.
Tale metodologia si serve della stimolazione bilaterale alternata, che può essere oculare (movimenti rapidi e alternati degli occhi, destra-sinistra), tattile (“tapping”, tamburellamento) o sonora. La stimolazione bilaterale è inserita all’interno di un protocollo di intervento ben definito, che permette di accedere alla rete neurale in cui è immagazzinato l’evento disturbante, favorendo la creazione di connessioni più adattive con altro materiale presente in memoria.

Questo avviene grazie alla facilitazione della comunicazione tra emisfero destro e sinistro del cervello, che permette la riattivazione del meccanismo di elaborazione adattiva dell’informazione.

 L’EMDR permette quindi:

  • la desensibilizzazione del ricordo: la modificazione delle cognizioni negative relative al sé, la riduzione dell’impatto emotivo e la diminuzione delle sensazioni spiacevoli ad esse associate
  • la rielaborazione dell’evento: l’attribuzione allo stesso di significati più adattivi e funzionali

In questo modo l’esperienza disturbante viene integrata all’interno di una prospettiva più adulta.

Ma com’è possibile?

Ci sono varie ipotesi che tentano di spiegare il ruolo della stimolazione bilaterale alternata. Quello che le ricerche hanno evidenziato è che i set di stimolazione bilaterale:

  • Riducono il ritmo cardiaco e aumentano la temperatura del corpo, attivando il sistema nervoso parasimpatico, legato a stati di maggiore quiete e recupero energie (Sack et al., 2007)
  • Incrementano la capacità di osservazione e di distanziamento, favorendo una valutazione oggettiva della realtà (Lee & Cuijpers, 2013).
  • Estendono le reti associative del pensiero, permettendo l’integrazione delle memorie disturbanti con informazioni maggiormente adattive (Christman et al., 2003)

I movimenti oculari utilizzati dall’EMDR, inoltre, paiono simili a quelli riscontrati durante la fase di sonno REM, fase in cui organizziamo le informazioni in memoria (Shapiro, 2013).

Quello che è certo è che l’attivazione neurale cambia significativamente dopo il trattamento EMDR: se inizialmente l’attivazione cerebrale durante la rievocazione del ricordo interessa soprattutto le “aree emotive” del cervello (amigdala e sistema limbico); dopo la rielaborazione si attivano le aree associative. Ciò suggerisce che il ricordo si trasforma da emotivo a cognitivo.

EMDR e terapia

Grazie all’integrazione tra EMDR e terapia, è possibile prendere consapevolezza del proprio valore e della sicurezza del presente. È possibile scindere ciò che è avvenuto (e quindi non è passibile di modifica) dalle possibilità attuali, prendendo coscienza delle proprie risorse. Il passato smette di insinuarsi con prepotenza nel presente, pilotando le reazioni dell’oggi. Si diviene così liberi di auto-determinarsi, operando scelte consapevoli ed autentiche.

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Verdiana Valgussa – Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

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BIBLOGRAFIA:

Christman, S.D.; Garvey, K.G.; Propper, R.E.; & Phaneuf, K.A. (2003). Bilateral Eye Movements enhance the retrieval of episodic memories. Neuropsychology, 17, 221-229

Knipe, J. (2017). EMDR Toolbox. Teoria e trattamento del PTSD complesso e della dissociazione. Roma: Giovanni fioriti editore

Lee C.W.; & Cuijpers, P. (2013). A meta-analysis of the contribution of eye movements in processing emotional memories. Journal of Behavior Therapy & Experimental Psychiatry, 44, 232-239

Sack, M.; Hofmann, A.; Wizelman, L. & Lempa, W. (2008). Psycho-physiological changes during EMDR and treatment outcome. Journal of EMDR Practice and research, 4, 55-78

Shapiro, F. (2013). Lasciare il passato nel passato. Tecniche di auto-aiuto nell’EMDR. Roma: Astrolabio

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