come riconoscersi proprietari di valori e aspirazioni per non lasciarsi occupare

Il sistema sociale in cui l’individuo è immerso funziona generalmente come struttura contenitiva e al contempo orientante, capace di far stare bene un soggetto, poiché lo sostiene e indirizza. 

Il soggetto in essa ritrova punti cardine, quali le attività lavorative e di svago, l’organizzazione dei tempi e degli eventi giornalieri, settimanali, mensili e annuali. L’individuo, seppur convinto di fare scelte proprie, in sostanza è fortemente organizzato da un modello esterno, che presenta variabili della struttura, ma non del sé. Il sé vive invece nella rete di maglie che l’impalcatura gli offre, con opzioni e scelte già preconfezionate e orientate.

Qualora si affievolisca l’azione strutturante esterna, il modello di società sull’individuo, inevitabilmente a quest’ultimo verrebbe a mancare un sistema di funzionamento importante. Gli verrebbe richiesto invece lo sforzo di dover diventare egli stesso la struttura organizzatrice, ovvero colui che è capace di tessere una rete di possibilità, opportunità e azioni determinanti per la propria esistenza.

Questa condizione può determinarsi a seguito di situazioni interne, come un lutto o un cambiamento radicale che interrompe il precedente assetto, oppure a seguito di situazioni esterne, come l’attuale condizione emergenziale dovuta all’epidemia da Sars-Cov-2. 

La pandemia che sta imperversando ormai da circa un anno si è insinuata inaspettatamente e silenziosamente nel sistema di vita, che offriva al soggetto un contenitore sicuro. In modo subdolo e lento la nuova condizione di isolamento necessario e di mutazione degli stili di vita in generale, lavorativi, sociali e reazionali, ha richiesto un’inversione della direzione, costringendo l’individuo a essere maggiormente responsabile e fautore delle proprie scelte e della propria struttura.

Ogni soggetto ha dovuto attingere alle proprie risorse per creare quella struttura individuale fatta di punti di riferimento e di collegamenti, in una rete di connessioni capaci di costituire, per il medesimo, strade su cui muoversi e obiettivi verso cui tendere con le modalità più adeguate a coniugare le azioni con le  nuove condizioni dettate dalla pandemia.

In questa situazione sono emersi profili soggettivi capaci di riorientarsi e adattarsi alle nuove condizioni, altri, perdendo i riferimenti esterni, hanno faticato a ricollocarsi e a trovare, consapevolmente e autonomamente, altre strade e nuove strategie.

Gli esiti sono stati per molti lo smarrimento, l’angoscia, la tristezza, la paura del contagio e della morte; per altri si è trattato dello sviluppo di disturbi più strutturati.

La vera sfida per ogni persona è diventata la consapevolezza di dover ricercare un nuovo assetto strutturale, fatto anche di credenze e comportamenti diversi, la ricerca flessibile e libera, lo sviluppo paziente di nuovi tempi, nuovi modi e nuovi luoghi. Si è trattato di costruire e di riconquistare una dimensione interiore troppo estromessa e inutilizzata proprio per la pervasività che la struttura esterna esercitava su di essa. Ora il soggetto riscopre tempi distesi, ritmi più lenti e nella lentezza la possibilità di guardarsi e conoscersi meglio, scoprirsi e comprendersi.

Un lavoro del tutto nuovo e lontano dalle precedenti modalità di vita. La folla è sostituita dall’essere individuale, la comunicazione diretta da quella indiretta, la partecipazione attiva con la presenza a distanza, il viaggio con la permanenza in un luogo, le attività frenetiche in ogni campo vitale con alternative più semplici e domestiche.

I soggetti che non riescono ad adattarsi a questo nuovo assetto di vita ne colgono solo i limiti interpretandolo come costrittivo e dannoso per sé. Imboccata questa strada non hanno altra possibilità che viverlo come fonte di frustrazione e di usurpazione del proprio sé, verso manifestazioni di sofferenza e di disadattamento.

L’uomo che consapevolmente lavora per far emergere la propria struttura è  in grado anche di non farsi invadere e occupare da strutture o sovrastrutture esterne. Diventare padroni di se stessi è come impugnare il timone della propria nave. 

Bibliografia

-D. D’Ambrosi, R. Marciano, A. Paolucci, P. Crescenzo, I. Ferrara, A. Maiorino (2020) “The psychological impact of Covid-19 on the population: descriptive analysis of lockdown relatedpsychological problems” JPS, Vol. 4(2), pp. 1 –14

M. Buccolo, V. Ferro Allodola, S. Mongilli (2020) “Perceptions and emotional experiences during COVID-19: an exploratory research to reflect on oneself existence” VOL. 16, N. 35, pp. 372-398 Lifelong, Lifewide Learning

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