Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) ritroviamo la dermatillomania all’interno del capitolo sui disturbi dello spettro ossessivo compulsivo, ma non all’interno del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) stesso; questo perché i comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo (caratteristica principale della dermatillomania) non sono guidati da pensieri intrusivi indesiderati (le ossessioni) e non hanno come fine quello di evitare un possibile danno per se stessi o nei confronti dell’altro, bensì la riduzione dello stress.

Nel DOC ossessioni e compulsioni possono riguardare una vasta gamma di preoccupazioni e argomenti, ad esempio il proprio orientamento sessuale, la contaminazione o la relazione col partner. Nella dermatillomania invece si tratta sempre del tentativo di alleviare uno stato di tensione.

‍La dermatillomania o disturbo da escoriazione è una condizione clinica caratterizzata dal ricorrente e compulsivo stuzzicamento della pelle, grattandola o raschiandola, fino a provocare delle vere e proprie lesioni ed escoriazioni cutanee che possono condurre ad un significativo disagio o ad una compromissione funzionale. Le parti che solitamente subiscono più di altre questo “trattamento” sono braccia, gambe, amni e viso. In genere le persone affette da questo disturbo trascorrono una quantità significativa di tempo a toccare insistentemente la pelle o a resistere all’impulso di farlo.

La diagnosi di dermatillomania viene fatta in base a specifici criteri clinici, ovvero:

  • stuzzicare la pelle in maniera ricorrente causando lesioni cutanee;
  • compiere ripetuti tentativi di ridurre o interrompere lo stuzzicamento della pelle;
  • provare un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Studi epidemiologici hanno riportato una prevalenza nella popolazione generali pari a 1,4%, sebbene altre ricerche che si sono focalizzate su particolari campioni (ad esempio, studenti, pazienti dermatologici, comunità) abbiano rilevato una prevalenza che va dall’1,4% al 5,4%. Anche se i sintomi del disturbo da escoriazione possono comparire in varie età, l’esordio è spesso riscontrabile in adolescenza e appare più frequente nel sesso femminile.

I pazienti portano con sé vissuti di impotenza, seguito dalla rabbia del non riuscire a smettere, il senso di colpa e la vergogna di aver provocato a loro stessi le lesioni cutanee. Queste influenzano in modo pesantemente negativo l’aspetto estetico, che quindi verrà camuffato in tutti i modi, ad esempio con trucchi o vestiti o evitando luoghi pubblici (come spiagge, palestre, piscine) in cui le escoriazioni possano risultare visibili.

A COSA SERVE LA DERMATILLOMANIA?

La persona che soffre di dermatillomania cerca di placare le sensazioni di ansia, noia o paura pizzicando la pelle, percependo così un sollievo immediato. Questa sensazione, però, è temporanea: alla gratificazione immediata seguirà l’ansia di aver perso il controllo e si innescherà un circolo vizioso che provocherà l’azione compulsiva.

La dermatillomania pare abbia due funzioni principali:

  • regolarizzare le emozioni 
  • ricompensare psichicamente chi ne soffre, innescando però proprio per questo, una dipendenza.

Le principali cause psicologiche della dermotillomania

  1. Ansia e stress: La dermotillomania è spesso associata a livelli elevati di ansia e stress. La necessità di grattare o strappare i peli del corpo può essere un modo per gestire queste emozioni negative.
  2. Tratti di personalità: Alcuni studi suggeriscono che le persone con dermotillomania possono avere tratti di personalità come perfezionismo, impulsività e difficoltà a gestire le emozioni.
  3. Traumi emotivi: Le persone che hanno subito traumi emotivi come abusi o perdite significative possono essere maggiormente a rischio di sviluppare dermotillomania.
  4. Problemi di immagine corporea: La dermotillomania può essere associata a una percezione distorta della propria immagine corporea e un desiderio di migliorare o nascondere aspetti del proprio corpo.
  5. Disturbi d’ansia e OCD: La dermotillomania può essere un sintomo associato a disturbi d’ansia e OCD, in cui la persona sviluppa pensieri ossessivi riguardo alla pelle e sente il bisogno di grattarla per alleviare l’ansia.
  6. Disturbi alimentari: Alcune persone con disturbi alimentari, come la bulimia, possono sviluppare la dermotillomania come una conseguenza dell’auto-indotto vomito.
  7. Problemi relazionali: La dermotillomania può essere associata a problemi relazionali e di bassa autostima.

Come si può intervenire?

Il primo passo è quello di non sottovalutare l’atteggiamento di pizzicamento della pelle credendo che si tratti di una semplice cattiva abitudine; affidarsi ad un percorso di psicoterapia può mettere in luce quali siano i disagi che portano ad assumere un simile atteggiamento. Oltre ad iniziare un trattamento dermatologico, quindi, occorrerà anche approfondire il focus del problema (quando, per quali motivi, con quali modalità si presenta) tramite un intervento di psicoterapia.

La persona infatti è quasi sempre inconsapevole della causa scatenante e non si accorge che alcuni eventi provocano l’impulso a pizzicarsi; sarà fondamentale quindi renderla consapevole di queste situazioni di disagio che scatenano la risposta e quindi imparare a utilizzare comportamenti alternativi.

Vengono insegnate abilità di autocontrollo e gestione dello stress insieme ad una adeguata ristrutturazione cognitiva dei pensieri negativi. Uno dei trattamenti più utilizzati che portano a maggiori risultati è la terapia cognitivo comportamentale, volta all’inversione delle abitudini compulsive tramite l’automonitoraggio e il controllo dello stimolo. 

Alcuni studi su questo disturbo

  1. “Anxiety and depression in patients with skin picking disorder (dermatillomania)” di D.M. Keuthen et al. (2011) – questo studio ha esaminato i livelli di ansia e depressione in un gruppo di pazienti con dermotillomania e ha trovato che questi pazienti presentavano livelli significativamente più alti di ansia e depressione rispetto al gruppo di controllo.
  2. “Cognitive-behavioral therapy for body-focused repetitive behaviors” di T.A. Woods et al. (2010) – questo studio ha valutato l’efficacia della terapia comportamentale cognitiva per trattare la dermotillomania e ha trovato che questa terapia è efficace nel ridurre i sintomi della condizione.
  3. “Serotonin reuptake inhibitors in the treatment of excoriation disorder (skin-picking disorder): a systematic review” di A.K. Wilhelm et al. (2016) – questa revisione sistematica ha esaminato l’efficacia degli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) per trattare la dermotillomania e ha trovato che questi farmaci possono essere efficaci nel ridurre i sintomi della condizione.
  4. “The prevalence of body-focused repetitive behaviors in a community sample” di K.A. Keuthen et al. (2008) – questo studio ha valutato la prevalenza della dermotillomania in un campione di persone della comunità e ha trovato che questa condizione è più comune di quanto si pensasse in precedenza.
  5. “The role of mindfulness in the treatment of body-focused repetitive behaviors” di S.N. Neziroglu et al. (2015) – Questo studio ha esaminato l’efficacia dell’utilizzo della mindfulness come trattamento per la dermotillomania e ha trovato che questa tecnica può essere efficace nel ridurre i sintomi della condizione.

Articolo di psicologia a cura della dott.ssa Elisa Bezze psicologa e psicoterapeuta

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