“Solo se mi sento degno di essere come sono, 

posso accettare me stesso, 

posso essere autentico, posso essere vero.”

-Jorge Bucay-

L’Effetto Spotlight (letteralmente effetto riflettore) consiste nella tendenza umana, innata, a sopravvalutare il grado di attenzione e di giudizio che le altre persone rivolgono al nostro aspetto fisico, al nostro comportamento o ai risultati che otteniamo, facendoci sentire “socialmente” esposti e vulnerabili (Gilovich, Medvec e Stavistky, 2000).

Ciò si verifica perché la persona interessata ritiene che qualsiasi suo errore, difficoltà o sbaglio, seppur insignificante, sia estremamente evidente agli altri. Chi sperimenta l’effetto spotlight si sforza di proiettare sempre la migliore immagine di sé e, di conseguenza, finisce per diventare estremamente dipendente dall’opinione altrui: da un lato, sente il bisogno di affascinare gli altri, dall’altro, ne teme il giudizio.

L’effetto spotlight è un fenomeno riscontrato tipicamente degli adolescenti, ma anche di molti adulti, soprattutto in soggetti che presentano tratti di ansia sociale, in quanto essi temono una valutazione negativa da parte di chi li osserva.

Alcuni studi condotti hanno analizzato la relazione tra l’effetto spotlight e un aumento dei livelli d’ansia. In via esemplificativa, Moon e colleghi (2020) hanno eseguito otto studi differenti su un campione composto da attori: tali studi si sono focalizzati sulla quantità di attenzione ricevuta da parte degli spettatori durante uno spettacolo.

I risultati hanno evidenziato che gli attori tendevano a sovrastimare l’attenzione del pubblico, in particolar modo quando sapevano di aver commesso un errore, mentre molti spettatori nemmeno si erano accorti di tali errori.

Cause e gli effetti dell’Effetto Spotlight:

Le cause dell’Effetto Spotlight possono essere varie e complesse e possono riguardare aspetti psicologici, sociali ed emotivi:

  1. Scarsa autostima. Le persone con bassa autostima tendono a percepire un’attenzione costante sugli aspetti che si ritengono negativi di sé stessi e ciò contribuisce all’illusione di essere costantemente sotto l’occhio attento degli altri.
  2. Esperienze passate. Traumi, episodi di bullismo o altre esperienze negative del passato possono lasciare un’impronta duratura, portando le persone a iper-focalizzarsi sulle opinioni degli altri.
  3. Pressione sociale. Le aspettative sociali e culturali riguardo agli standard di bellezza, successo e comportamento possono far sentire le persone costantemente giudicate e valutate.

Gli effetti dell’Effetto Spotlightpossono variare da persona a persona, ma i più comuni sembrano essere:

  • Ipervigilanza: essere costantemente in guardia e iper-focalizzati sulle proprie azioni e comportamenti.
  • Auto-critica eccessiva: tendenza a valutare severamente le proprie azioni e pensieri, anche quelli banali o insignificanti.
  • Ansia sociale: paura e disagio nel socializzare o essere al centro dell’attenzione e di conseguenza
  • Evitamento e/o procrastinazione: la paura del giudizio degli altri può portare a procrastinare e/o evitare situazioni sociali o attività che potrebbero richiamare l’attenzione degli altri.

Realismo ingenuo e Illusione della trasparenza: fenomeni correlati all’Effetto Spotlight.

Ci sono altri due interessanti fenomeni correlati all’effetto spotlight. 

Il primo è il “Realismo ingenuo”, che consiste nel credere che ci sia una completa coincidenza tra il mondo così com’è e il mondo come noi lo percepiamo. In riferimento all’Effetto Spotlight, questo si potrebbe tradurre nel non contemplare la possibilità che le altre persone possano non essere così focalizzate su di noi tanto quanto noi pensiamo.

Il secondo fenomeno, invece, è la cosiddetta “Illusione della trasparenza”, ovvero la tendenza a sopravvalutare la capacità delle persone di riconoscere con facilità i nostri pensieri ed emozioni, con la convinzione che siano più visibili di quanto lo siano realmente. In relazione all’effetto spotlight, ci si potrebbe convincere che le persone notino il nostro disagio quando mostriamo un nostro “difetto” o qualcosa che ci crea imbarazzo e insicurezza.

Perciò, dal momento che ognuno di noi usa come principale misura di riferimento delle esperienze soggettive i propri pensieri, le proprie sensazioni e la propria mente, è facile rischiare di dare per scontato che ciò che è saliente e importante per noi lo sia automaticamente anche per gli altri.

Trattamento:

Secondo alcuni studi, l’Effetto Spotlight si origina a seguito di un “egocentric bias”, ovvero la tendenza a fare troppo affidamento sulla propria prospettiva e ad avere un’opinione di sé più alta della realtà.

Tale credenza può quindi giocare un ruolo cruciale per il benessere psicologico e, per questo, diverse strategie di destrutturazione sono parte integrante di molte terapie. 

La terapia cognitivo-costruttivista, ad esempio, si pone come obiettivo principale quello di identificare e ridimensionare le credenze disfunzionali e di monitorare i pensieri negativi ricorrenti per sostituirli con interpretazioni cognitive maggiormente orientate alla realtà.

Prendere consapevolezza dell’esistenza dell’effetto Spotlight e dei disagi che può generare quando prende eccessivamente il sopravvento nella nostra vita può essere un primo grande passo per invitarci ad acquisire maggiore consapevolezza di noi stessi, imparando gradualmente ad affrontare e ad accettare quelli che riteniamo “difetti”, con conseguente miglioramento dell’autostima, della salute mentale e della nostra quotidianità.

Articolo a Cura di Serena Gizzi psicologa presso la sede di Monza è possibile prenotare un consulto psicologico attraverso la pagina dei contatti

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