Il dott. Simone Sottocorno psicologo e psicoterapeuta ci parla del fenomeno del hikikomori o più comunemente conosciuto in italia come ritiro sociale.
Il dott. Simone Sottocorno, psicologo e psicoterapeuta, ci parla di un fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti: l’hikikomori, spesso indicato in Italia come “ritiro sociale”. Si tratta di una condizione in cui ragazzi e ragazze (ma talvolta anche giovani adulti) smettono progressivamente di frequentare luoghi pubblici, come la scuola o gli spazi di ritrovo, fino ad autoisolarsi nella propria abitazione, spesso limitandosi a trascorrere gran parte del tempo nella propria stanza.
Le cause all’origine dell’hikikomori possono essere molteplici: un contesto familiare iperprotettivo o, al contrario, poco attento; fattori individuali come ansia sociale, depressione o difficoltà relazionali; pressioni scolastiche o aspettative troppo elevate. Non va trascurato il peso delle dinamiche sociali e culturali contemporanee, come il confronto continuo sui social network o la ricerca esasperata di risultati e performance, che può amplificare il timore di sbagliare o di non sentirsi all’altezza.
Questo ritiro volontario dalla vita sociale ha un impatto profondo sulla qualità di vita di chi ne soffre, poiché comporta un progressivo distacco dal mondo esterno, incluse attività che fino a poco tempo prima venivano vissute come piacevoli o semplicemente quotidiane (come le uscite con gli amici o la partecipazione a eventi scolastici). Allo stesso tempo, i familiari e i caregiver si trovano spesso disorientati e preoccupati: non sanno come avvicinarsi ai ragazzi, temono di agire in modo sbagliato o di peggiorare la situazione e, a loro volta, possono sperimentare senso di colpa, stress e frustrazione.
Per affrontare al meglio questa problematica, è fondamentale un lavoro di rete che coinvolga professionisti della salute mentale, la famiglia e, quando possibile, la scuola. Un intervento psicoterapeutico mirato, come quello che può proporre un professionista specializzato, aiuta a individuare i fattori scatenanti, a ridurre l’ansia sociale, a potenziare l’autostima e a reintegrare gradualmente la persona nelle relazioni e nelle attività esterne. Parallelamente, è essenziale fornire supporto emotivo e pratico ai genitori o ai caregiver, offrendo loro strategie di comunicazione efficaci e indicazioni su come sostenere il ragazzo o la ragazza nel processo di recupero.
In conclusione, il fenomeno dell’hikikomori, o ritiro sociale, non va sottovalutato: è una condizione complessa e delicata, che richiede un intervento multidisciplinare e un’attenzione particolare al benessere complessivo della persona e del suo contesto di riferimento. Grazie al contributo di professionisti come il dott. Simone Sottocorno, è possibile intervenire precocemente, riducendo l’impatto negativo di questo disturbo e promuovendo un processo di recupero graduale e duraturo.
Questo fenomeno colpisce sopratutto adolescenti che si ritireranno dalla vita vita sociale autoconfinadosi all’interno della propria abitazione o camera e può rappresentare una problematica molto invalidante per chi ne soffre e per i caregiver.
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Articolo scritto dal Dott. Simone Sottocorno Psicologo e Psicoterapeuta responsabile clinico di interapia. Riceve su appuntamento nelle sedi di Monza, Saronno e Milano.
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