Autostima

Tra le diversi definizioni di autostima troviamo in letteratura le seguenti: “insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di sé stesso”, “il risultato che scaturisce dal confronto tra i successi ottenuti realmente e le aspettative in merito ad essi”, “il prodotto che scaturisce dalle interazioni con gli altri e che si forma durante il corso della vita come una valutazione riflessa di ciò che le altre persone pensano di noi”. 

L’autostima è dunque un’opinione che abbiamo sul tipo di persona che siamo. Parliamo di buona autostima quando l’opinione è positiva e bassa autostima quando l’opinione è negativa. L’insieme di pensieri che abbiamo su noi stessi definiscono l’autostima che, essendo dunque un’opinione, non può essere un fatto reale, non è la verità, ma solo un giudizio. E questa, come vedremo fra poco, è proprio una bella notizia che può aiutarci a cambiare la nostra relazione con l’idea che abbiamo di noi stessi.

Ognuno di noi ha una propria narrazione di chi è e questo è utile a livello sociale e relazionale e contribuisce ad avere un senso di appartenenza.

Questo è un bisogno così importante che cerchiamo in continuazione di essere il più possibile apprezzati agli occhi degli altri. Il problema di tutto questo è che la nostra autostima ne risente se ci focalizziamo unicamente su come gli altri potrebbero vederci e su come ci descriviamo.

Un ulteriore problema nasce nel momento in cui siamo molto attaccati alle definizioni su noi stessi, come quando diciamo “ma io sono fatto così”. Questo ci impedisce di vedere delle possibilità di cambiamento e miglioramento rimanendo bloccati.

Cercare di mantenere una buona autostima è una battaglia

Quando cerchiamo di mantenere una buona autostima stiamo combattendo una battaglia, con tutti gli sforzi, la fatica e il tempo che questo richiede. E più abbiamo una buona autostima più dobbiamo faticare per mantenerla.

Valutiamo se stiamo lavorando bene, se facciamo una regolare attività fisica, se abbiamo una dieta sana, se siamo dei buoni amici per poter dire che siamo una brava persona.

Ma facendo questo dobbiamo continuamente dimostrare di esserlo, giustificare questa opinione e mettere in discussione i pensieri che compaiono e che ci dicono che non siamo abbastanza ecc. In sostanza una battaglia tra pensieri “belli” e pensieri “brutti”. Il problema è che questi pensieri potrebbero essere potenzialmente infiniti e che questa battaglia nel frattempo ci fa disconnettere dalla vita e dal mondo. 

Abbandonare l’autostima

Come sarebbe invece abbandonare l’autostima, cioè lasciar perdere i giudizi su noi stessi come persone?

Non che questi possano sparire, la nostra mente avrà sempre da commentare quello che facciamo e come siamo, ma noi possiamo scegliere di riconoscerli per quello che sono, cioè semplicemente delle parole.

Quando compaiono le lasciamo lì e non diamo loro un seguito dando vita ad una narrazione. Abbandonare l’autostima significa dunque non pensare a noi stessi nei termini di una “brava persona” cercando di giustificare il nostro valore.

Molto spesso pensiamo che avere una buona autostima sia fondamentale per la nostra qualità di vita e per come ci sentiamo, ma in realtà quello che conta è identificare quelli che sono i nostri valori e seguirli, cioè seguire ciò che per noi è importante e da significato alla nostra vita.

Inoltre elevati livelli di autostima possono condurre a comportamenti arroganti, egoismo e senso di superiorità. In particolare l’autostima che dipendere dall’eccellere al lavoro è molto pericolosa perché se qualcosa non va per il verso giusto questa subisce un crollo e si inizia a fare ancora di più con un conseguente aumento di stress e affaticamento.

Quando non siamo più immersi nella battaglia per l’autostima, quello che rimane è l’accettazione di noi stessi, che concretamente significa stare bene per come siamo, trattarci con gentilezza, riconoscere i nostri punti di forza e punti di debolezza, senza dare retta a tutti i giudizi che la nostra mente sforna quotidianamente su come siamo e a cui non siamo obbligati a credere. 

In conclusione, l’autostima così come i giudizi su noi stessi e la nostra immagine sono soltanto pensieri, non siamo noi! 

Harris, R. (2010). La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e tornare a vivere. Erickson.

Autore

Articolo scritto dalla dott.ssa Silvia Schiavolin psicologa e psicoterapeuta presso il centro di Saronno è possibile prenotare un consulto attraverso la pagina dei contatti

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