Bisogno di sicurezza e abilità sociali

Le abilità sociali sono l’insieme di quelle competenze che ci consentono di gestire le interazioni sociali e di acquisire e mantenere le nostre relazioni sociali e affettive. In altre parole, tendiamo ad aver un costante bisogno di interagire con gli altri e di tessere relazioni. Tale bisogno è legato a diversi aspetti: l’uomo, sin dalla preistoria, ha appreso di aver maggiori possibilità di sopravvivere se viveva in gruppo, e se condivideva con altri individui gli obiettivi, le fatiche e le difficoltà che gli si prospettavano di fronte.

Oltre a questo bisogno di sicurezza e di sopravvivenza, la dimensione sociale nutre il bisogno di amare e di essere amati, che sta alla base della creazione dei legami di attaccamento. Il bisogno di condivisione e di rispecchiamento, che ci permette di sentire che ciò che proviamo viene compreso, sentito e validato dalle persone per noi importanti.

Disturbi psicologici e abilità sociali

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui sentirci parte di un gruppo e condividere esperienze e vissuti con altri individui è così importante per noi. E’ un’area della nostra vita strettamente legata al nostro benessere e, quando non si sta bene, spesso questa ne risente. Diversi disturbi psicologi hanno infatti una manifestazione importante nel funzionamento sociale, che diventa un ambito di osservazione e sul quale è possibile lavorare in un contesto di psicoterapia. Per comprendere meglio come agire sulle difficoltà sociali, è importante prima osservare come funzionano.

“L’uomo è per natura un animale sociale.
 Perciò gli uomini desiderano vivere insieme agli altri,
 anche quando non hanno bisogno di aiuto reciproco.”

Aristotele

Che cosa sono le abilità sociali?

L’insieme delle aree del cervello deputate al controllo ed alla gestione delle situazioni sociali viene chiamato Cervello Sociale (Brothers,1990). Questo comprende l’amigdala, deputata al processamento delle informazioni emotive, la corteccia orbito-frontale e la corteccia temporale. Un altro circuito neuronale gioca la sua parte: il sistema dei Neuroni Specchio (Rizzolatti et al., 1997), che ci permettono di essere empatici, ovvero di metterci nei panni dell’altro.

Aree celebrali: la base delle abilità sociali

Queste aree cerebrali sono la base fisica delle abilità sociali. È utile immaginarle come se fossero degli attrezzi per un giardiniere: questi gli permettono di occuparsi degli spazi verdi in modo funzionale, e, con la pratica, di ottenere buoni risultati. Ogni attrezzo ha una sua funzione: le forbici per potare, l’impianto di irrigazione per dare nutrimento alle piante, etc. Ogni attrezzo consente al giardiniere di svolgere le diverse azioni che compongono la cura dei giardini. Allo stesso modo, gestire le relazioni affettive e le situazioni sociali è un processo complesso, il cui raggiungimento dipende dallo sviluppo di diversi attrezzi nella nostra cassetta, ossia di diverse abilità.

Le abilità

  • Abilità di conversazione, che ci permettono di riconoscere il tipo di conversazione e di interlocutore e di adattare di conseguenza il proprio tono di voce, registro lessicale e comunicazione non verbale.
  • Ascolto attivo: ascoltare l’interlocutore impegnando un alto grado di attenzione e di partecipazione comunicativa.
  • Assertività, ossia la capacità di comunicare i propri pensieri in modo chiaro, fermo ed efficace, senza adottare uno stile aggressivo o autoritario.
  • Capacità di prendere una decisione, individualmente o in gruppo, attuando il processo di problem solving e individuando infine, tra le alternative, quella più adeguata a sé, per il gruppo o per la situazione.
  • Negoziazione, cioè l’abilità di collaborare con un interlocutore che ha un obiettivo diverso dal proprio, al fine di raggiungere un compromesso che soddisfi in parte entrambi.
  • Richiesta di aiuto: la capacità di riconoscere di aver bisogno del sostegno o dell’intervento di qualcuno spesso contribuisce a creare un clima cooperativo e determina una condizione favorevole al raggiungimento degli obiettivi individuali e di quelli collettivi.

Processi sovraordinati

Come per il giardiniere le sue abilità di occuparsi degli spazi verdi dipendono dalle sue abilità motorie e visive, anche le abilità sociali poggiano su due processi sovraordinati:

  • Competenza emotiva, ossia la capacità di riconoscere ed identificare le proprie emozioni e sentirne l’intensità; comprende anche l’abilità di rispondere in modo funzionale alle emozioni altrui e regolare l’espressione delle proprie nelle situazioni sociali.
  • Metacognizione, costrutto che comprende la capacità dell’individuo di avere credenze sui propri processi cognitivi, di valutarli e di avere un controllo su di essi, che influisce sulla propria prestazione. Ad esempio, la capacità di una persona di pensare che in una litigata avuta con un collega forse non è riuscito a gestire adeguatamente la sua rabbia, dipende strettamente dalle sue capacità metacognitive, e gli servirà per comportarsi diversamente in situazioni future.

Come lavorare sulle abilità sociali?

Una volta delineato quali sono le abilità sociali e perché sono così importanti per la nostra vita, osserviamo come è possibile svilupparle. Le ricerche in merito dimostrano che sono delle abilità che vengono apprese dall’ambiente in cui viviamo e che, proprio come dei muscoli, possono essere allenate.

Lo psicologo Albert Bandura, negli anni ‘60, gettò le basi di questo concetto nella sua teoria dell’apprendimento sociale. Secondo l’autore, infatti, i comportamenti sociali non sono innati, ma vengono appresi per imitazione e riproduzione.  Questo spiega perché spesso l’esposizione prolungata ad ambienti sociali disfunzionali può portare all’apprendimento ed alla stabilizzazione di abilità sociali distorte o poco sviluppate. In questi casi interventi di psicoterapia individuali o training specifici di gruppo possono stimolare le abilità sociali più carenti, e promuovere la generalizzazione di queste nelle situazioni esterne al setting terapeutico.

In conclusione, se si avvertono difficoltà stabili nel tempo nella gestione delle relazioni o interazioni con le persone con cui si ha a che fare, è possibile che ci sia uno sviluppo alterato di una o più abilità sociali. In questo caso, una consulenza con uno psicologo psicoterapeuta può aiutare a delineare la difficoltà ed a impostare il piano più funzionale per superarla.

Ricerche CBT per lo sviluppo delle abilità sociali

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) è una forma di terapia che mira a modificare le convinzioni disfunzionali e a promuovere una maggiore consapevolezza delle emozioni e dei comportamenti. La CBT ha dimostrato di essere una forma di trattamento efficace per la maggior parte dei disturbi mentali, inclusi i disturbi d’ansia, la depressione, i disturbi alimentari e i disturbi di personalità.

Recenti ricerche hanno dimostrato che la CBT può avere un impatto positivo anche sullo sviluppo delle abilità sociali. Questo tipo di trattamento può aiutare le persone a riconoscere le loro convinzioni disfunzionali, a sviluppare strategie di coping efficaci e a gestire le emozioni che possono influenzare le loro relazioni.

Come può aiutare la CBT nello sviluppo delle abilità sociali?

  • Aiuta a riconoscere le convinzioni disfunzionali e a sostituirle con convinzioni più realistiche ed efficaci.
  • Aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e dei propri comportamenti.
  • Aiuta a gestire le emozioni negative che possono influenzare le relazioni.
  • Aiuta a sviluppare strategie di coping efficaci per affrontare situazioni sociali difficili.
  • Aiuta a sviluppare una maggiore fiducia in se stessi e nelle proprie capacità sociali.

La CBT può essere una forma di trattamento efficace per lo sviluppo delle abilità sociali. Se stai cercando un modo per migliorare le tue abilità sociali, parla con il tuo terapeuta per vedere se la CBT è una buona scelta per te.

Risorse di approfondimento

Se pensi di aver bisogno di un trattamento per sviluppare le tue abilità sociali, contatta il nostro Centro Interapia per fissare un appuntamento.

Sara-Angelicchio

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