Nasciamo con una fondamentale, preziosa eredità: la spinta a stabilire relazioni con i nostri simili. Tra le varie forme che possono assumere i rapporti che costruiamo in età adulta vi è la relazione di coppia.  Questa è un legame privilegiato, stabile ed esclusivo con un’altra persona, il partner. 

Ma come mai siamo portati alla ricerca di potenziali partner? 

Quando ricerchiamo un/a partner con cui costruire un rapporto di coppia, stiamo cercando di soddisfare alcuni bisogni biologici che accomunano tutti noi.
Sostenere che alla base della coppia ci siano spinte e bisogni biologicamente determinati potrebbe sembrare un approccio freddo e riduttivo; in realtà ciò ci dice che all’interno del nostro corredo innato custodiamo il desiderio e le potenzialità per costruire legami d’amore con altri significativi, concetto tutt’altro che cinico. Inoltre, non possiamo negare che, in quanto animali (nello specifico primati), siamo mossi come specie dalla necessità di sopravvivere. 

I principali bisogni che entrano in gioco nel rapporto con il partner sono (Andolfi, 1999; Attili, 2004):

  1. Attaccamento, ovvero la spinta a cercare una figura di riferimento disposta a fornire protezione, sia fisica che psicologica, affetto e supporto. Abbiamo la necessità di sapere che c’è qualcuno su cui possiamo contare, una base sicura che ci permetta di calmare il nostro sistema nervoso quando ci sentiamo minacciati, in pericolo, sovraccarichi. Quindi no, cercare l’aiuto di una persona fidata non è segno di debolezza, è una delle strategie donateci dalla natura per affrontare le sfide e sopravvivere.
  2. Accudimento, ovvero la spinta a fornire cura, conforto e protezione all’altro. Da adulti non ci facciamo solo accudire all’interno del legame, siamo in grado di prenderci cura dell’altro a nostra volta, è proprio questa reciprocità che permette la formazione di relazioni mature.
  3. Sessuale, il legame di coppia è caratterizzato dall’attrazione sessuale tra i partner. Proprio da questo punto partiamo oggi.

La sessualità e la riproduzione

Nel corso della nostra evoluzione, la sessualità ha subito un cambiamento radicale. Inizialmente legata alla finalità riproduttiva (funzionale alla sopravvivenza della specie) è diventata via via sempre più indipendente da tale scopo, assumendo anche una funzione ludica (ricerca del piacere) e sociale (lo stare insieme).

Sebbene la sessualità possa essere scissa dalla funzione procreativa, molto coppie, ad un certo punto della loro storia, sentono nascere in loro il desiderio di avere un bambino.

Desiderare un figlio

La procreazione ha valenze importanti a livello individuale, di coppia e sociali: 

  • A livello individuale implica che la persona si prepari ad assumere un nuovo ruolo, quello genitoriale. L’avere un figlio non si accompagna solo alla nascita di un bimbo, ma anche a quella di una mamma e di un papà che si ritroveranno alle prese con una nuova esperienza, nuove responsabilità e vissuti. Ecco che il nuovo ruolo deve venir efficacemente integrato all’interno della propria identità, raggiungendo un diverso equilibrio intrapsichico. 
  • A livello di coppia il desiderio di avere un figlio richiede un cambiamento importante: va creato uno spazio mentale, prima ancora che fisico, per un terzo essere umano. L’avere un figlio insieme rappresenta solitamente il coronamento di un progetto condiviso, fortemente voluto dai partner, che può essere realizzato solo nel rapporto con l’altro. 
  • A livello sociale comporta il garantirsi una discendenza, consentendo la conservazione della specie. Ciò coinvolge anche la famiglia allargata, ovvero le famiglie d’origine dei due partner, anch’essa portatrice di aspettative. 

Ma cosa accade quando quel bimbo tanto voluto non arriva?

Capita che quel bimbo tanto desiderato non arrivi.
Può succedere che nonostante i vari tentativi dei partner la gravidanza attesa non cominci.
L’ansia e l’angoscia iniziano a insinuarsi nella coppia, spaventata dall’idea di non poter realizzare il proprio progetto genitoriale. 

Spesso, a questo punto, le coppie si rivolgono a uno specialista per ottenere aiuto e risposte: vogliono far luce su cosa stia succedendo, hanno il desiderio di individuare una causa e la speranza di trovare una soluzione efficace.
Sovente inizia un iter di esami, visite e controlli volti ad individuare le possibili motivazioni alla base della mancata gravidanza. Tuttavia, purtroppo non è sempre possibile individuare le ragioni che ostacolano la messa al mondo di un figlio.
Laddove sembra impossibile riuscire ad avere un bimbo, ma manca una spiegazione oggettiva, risulta ancor più difficile accettare ed elaborare la condizione di infertilità di coppia. 

Infertilità di coppia 

Secondo i criteri OMS si parla di infertilità dopo 24 mesi in cui i partner hanno rapporti regolari e non protetti senza riuscire a concepire. Tale condizione riguarderebbe il 15/20% delle coppie europee (dati Ministero della Salute aggiornati a Marzo 2021). 

L’OMS, inoltre, ha definito l’infertilità una patologia, aprendo la possibilità di poter accedere a terapie appropriate.
In Italia, nel 2004, è stata approvata la legge che consente il ricorso alla procreazione medicalmente assistita alle coppie infertili. 

I vissuti che seguono la diagnosi di inferiorità

Quella di infertilità è una diagnosi che solitamente ha forti ripercussioni emotive e psicologiche sia sul singolo che sulla coppia. 

Sovente la reazione iniziale è quella di shock: i partner sono sconvolti e disorientati, si trovano a confrontarsi con una variabile che non avevano considerato. Ci si aspetta di poter mettere al mondo un figlio quando lo si desidera, eppure, purtroppo, non sempre va in questo modo. È come se il corpo all’improvviso tradisse: non si riesce a realizzare qualcosa che dovrebbe far parte della nostra stessa natura.
L’infertilità è una variabile imprevista che infrange le convinzioni della coppia, facendo vacillare le speranze di poter diventare genitori.
Quando nella nostra vita si verificano eventi imprevedibili siamo portati a cercare di attribuirgli un senso, trovare una spiegazione che riporti ordine nelle nostre vite, tutto questo per riacquistare un’illusoria sensazione di controllo. Questo processo è molto più evidente quando non si trova una causa ben precisa e definita che giustifichi l’infertilità. Tutto ciò crea terreno fertile per il senso di colpa: capita che i coniugi attribuiscano l’attuale condizione a comportamenti o scelte fatte in passato (come per esempio aborti, assunzione prolungata della pillola anticoncezionale, esperienze sessuali avute…). È importantissimo individuare le convinzioni disfunzionali della coppia, al fine di aiutarla a metterle in discussione limitandone l’impatto psicologico in una condizione già di vulnerabilità. 

Quando la sterilità riguarda solo uno dei due partner il senso di colpa può assumere altre forme: 

  • Il partner portatore del problema si sente colpevole in quanto diretto responsabile del fallimento del progetto condiviso e dell’infelicità dell’altro 
  • Il partner sano può sentirsi in colpa per la rabbia che potrebbe provare verso l’altro

Spesso, man mano che ci si confronta con la diagnosi e con ciò che comporta, i partner vivono un profondo senso di impotenza. Ci si sente soli, frustrati, demoralizzati di fronte ad un progetto che sembra sempre più lontano e irrealizzabile.
Non è raro che in questo clima psicologico prendano forma sentimenti di vergogna, difettosità e inferiorità: qualcosa sembra non funzionare nel proprio corpo e non si è in grado di fare ciò che altre coppie fanno serenamente.
Spesso, il vissuto delle donne è quello di essere incomplete, inadeguate a concepire un bimbo. Gli uomini tendono invece a sentirsi totalmente impotenti, meno virili. 

Un vissuto comune è quello dell’invidia verso chi ha già figli o chi è in dolce attesa. L’invidia affonda le sue radici nella sofferenza sperimentata dalla coppia nel vedere che altri riescono a realizzare ciò che a lei sembra precluso. Possono emergere anche profondi vissuti di rabbia, soprattutto quando i partner avvertono pressioni esterne circa la procreazione (per esempio continue domande su quando faranno un bambino o sul perché non ne hanno ancora). 

Tutti questi vissuti possono spingere la coppia a isolarsi, un po’ per fuggire alle continue domande di chi li vorrebbe già genitori, un po’ per evitare di doversi confrontare con situazioni che alimenterebbero in loro impotenza, vergogna e senso di inferiorità.
La coppia si ritira, nel tentativo di sfuggire alla sofferenza che covano al loro interno, anche perché è difficile parlare del proprio dolore. Questo però non fa che aumentare la sensazione di essere completamente soli di fronte ad una sfida molto grande. 

L’infertilità rappresenta un’importante e delicata sfida anche per la coppia nell’insieme. Si tratta di una diagnosi che disgrega gli equilibri rodati dei partner e potrebbe portare a conflitti interni. 

Infertilità e intervento psicologico 

Abbiamo visto come la diagnosi di infertilità costituisca una vera e propria “crisi di vita” sia per quanto riguarda il singolo che la coppia. Sempre più ricerche, come sottolinea Visigalli (2014), dimostrano quanto sia importante offrire alle coppie che si stanno confrontando i vissuti legati all’infertilità la possibilità di ottenere supporto psicologico o un vero e proprio percorso di terapia, a seconda delle necessità.
In particolare, lo psicologo o lo psicoterapeuta possono rivelarsi dei validi aiuti nel contenimento e nella gestione dello stress emotivo causato dalla diagnosi, nella promozione di risorse e strumenti utili ad affrontare la sofferenza.
Grazie al supporto dello psicologo o dello psicoterapeuta, la coppia può esplorare i significati che l’infertilità assume all’interno della loro storia e valutare che scelte operare (ricorso alla procreazione medicalmente assistita, adozione, decisione di rinunciare al progetto genitoriale). 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Attili, G. (2004). Attaccamento e amore. Bologna: Il Mulino

Andolfi, M. (1999). La Crisi della coppia. Una prospettiva sistemico-relazionale. Milano: Raffaello Cortina Editore

Visigalli, R.(2014). Sterilità e infertilità di coppia. Counseling e terapia psicologica. Milano: Franco Angeli 

https://www.salute.gov.it/portale/fertility/homeFertility.jsp

Articolo scritto dalla dott.ssa Verdiana Valagussa Psicologa e psicoterapeuta

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