Cos’è il desiderio sessuale?

Il desiderio sessuale si può definire una pulsione con scopo biologico che permette di arrivare alla libido e presenta un’organizzazione nervosa paragonabile ad altri impulsi biologici come la fame, la sete o il sonno. 

Il desiderio sessuale è governato da meccanismi inibitori e attivanti che, rispettivamente, lo sopprimono o lo aumentano. Le connessioni neurali tra le aree coinvolte nella sessualità spiegano perché ci sono fattori interni ed esterni che possono influenzare il desiderio. 

Tra i fattori inibenti vi sono alterazioni ormonali, alcuni tipi di droghe e patologie psicopatologiche come la depressione. Anche aspetti psicologici possono giocare un ruolo di rilievo: pensieri disfunzionali, anti- fantasie, emozioni negative, stress.

Al contrario,  tra i fattori stimolanti hanno giocano ruolo significativo gli ormoni, in particolare il testosterone. Il desiderio sessuale è particolarmente influenzato anche da fattori esterni e psicologici come fantasie, un sentimento d’amore, il corteggiamento, stimolazioni erotiche e fisiche e l’attrazione fisica per il partner. 

Infine, è importante sottolineare che nel tempo si impara a modulare il desiderio: infatti si può sopprimere in situazioni che possono comportare situazioni negative e lasciarlo esprimere in situazioni per noi considerate “sicure” ed adeguate. Tale apprendimento – avvenuto grazie ad eventi passati ed esperienze pregresse – modula la libido, nonostante la sua funzione biologica. 

Il desiderio sessuale cambia tra uomo e donna?

Si, vi sono differenze in base al sesso. 

Nell’uomo le aree cerebrali coinvolte nella sessualità sono più ampie ma meno complesse e il testosterone è maggiormente presente: vi sono più recettori e i livelli plasmatici sono maggiori rispetto alla donna. Il desiderio risulta più costante, continuo e intenso, tende a diminuire gradualmente con l’età. 

Nella donna le aree cerebrali con attivazioni sessuali sono meno ampie ma più complesse rispetto a quelle dell’uomo. A livello ormonale il testosterone è meno presente ma al contrario vi è un’influenza dei picchi mestruali di progesterone. Il desiderio si presenta con minor intensità e continuità rispetto all’uomo e vulnerabile a fattori relazionali e contestuali. Nel tempo questo sembra subire una variazione dopo la menopausa. 

Quando si parla di disturbo del desiderio sessuale?

Per una diagnosi corretta è importante definire se il disturbo è: 

  • primario o secondario: in base al fatto che sia comparso fin dalla prima attività sessuale o se, al contrario, è emerso a seguito di un normale funzionamento sessuale; 
  • generalizzato o situazionale: in base alla frequenza con cui si presenta, ovvero se si presenta sempre e con tutti i partner oppure solo in alcune situazioni. 

Ricordiamo che per Disfunzioni Sessuali si intende un gruppo eterogeneo di condizioni tipicamente caratterizzate da alterazioni clinicamente significative nel ciclo di risposta sessuale oppure da dolore associato a rapporti ed esperienze sessuali .

In particolare, le disfunzioni legate alla fase del desiderio nel ciclo di risposta sessuale vengono definiti Disturbi del desiderio sessuale e vengono distinti due tipi: 

  • Disturbo da desiderio ipoattivo: definito come perdita di interesse per l’attività sessuale e fantasie sessuali;
  • Disturbo da avversione sessuale: inteso come persistente e ricorrente estrema avversione  ed evitamento di tutti (o quasi tutti) i contatti sessuali genitali con un partner sessuale con conseguente disagio e difficoltà interpersonali.

Nel primo caso il soggetto – uomo o donna – ha un desiderio molto basso o assente e non è consapevole di avere pulsioni sessuali spontaneamente. Tuttavia, un rapporto sessuale con il partner non è vissuto come fortemente spiacevole a livello emotivo. 

Al contrario, chi soffre di Disturbo da avversione sessuale sperimenta emozioni intense di paura, rabbia o disgusto quando ha un’attività sessuale o anche solo al pensiero di questa. 

Risulta quindi molto importante fare una diagnosi corretta in modo da procedere con la terapia adeguata.  

Articolo Scritto dalla dott.ssa Giada Sera Psicologa e Psicoterapeuta presso il centro InTerapia di Saronno

 

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