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LA NOIA: PROBLEMA O RISORSA?

Articolo di Elisa Bezze

20 Giu 22

La noia è uno stato psicologico ed esistenziale di insoddisfazione, temporanea o duratura, data dall’assenza di azione, dall’ozio o dall’essere impegnato in un’attività caratterizzata da stimoli percepiti come ripetitivi o monotoni. La definizione di noia, in ambito psicologico, ci aiuta a fare luce su alcuni aspetti interessanti. Può essere associata ad un sentimento di insoddisfazione. In virtù di questo l’individuo è portato a considerare tale stato come estraneo, nocivo e statico. L’insoddisfazione:

  • ci mette nella condizione di fare i conti con la realtà;
  • ci spinge ad una valutazione ponderata rispetto a quello che abbiamo e a quello di cui avremmo bisogno.

Tuttavia il sentimento di insoddisfazione, associato alla mancanza di azione, all’ozio o alla monotonia della vita quotidiana, racchiude in sé una soluzione: agire e riappropriarsi della propria vita può porre fine alla sensazione di noia. La noia, come sentimento statico e pervasivo, ci impone di restare fermi, di sospendere l’azione. Ci assicura uno spazio per pensare, per riflettere facendo ricorso ad un mondo ipotetico, il mondo all’interno del quale si configura la nostra mente.

La noia è negativa?

Siamo abituati a percepire i termini “insoddisfazione”, “ozio”, “monotonia” come termini connotati da una valenza negativa. Spesso lo sono, poiché vengono vissuti dall’individuo come egodistonici, o meglio, non in sintonia con il proprio essere e con i propri confini identitari.

Tuttavia portano con sé un valido contributo, un aiuto necessario ed indispensabile per racchiudere le idee e agire nuovamente nel mondo. Quanti progetti nascano e vengano coltivati, nel mondo delle idee, proprio durante i periodi di noia, durante l’assenza di movimento? Quante volte, in assenza di noia, nel caos degli eventi, spesso non c’è spazio sufficiente per pensare, per riflettere in modo creativo?

La noia non è patologia!

La noia è imprescindibile se associata alla vita di un individuo. Assume un duplice ruolo, ci impone di fermarci e ci obbliga ad agire. In questo senso la noia è sia stasi che motore, sia immobilismo che azione.

Gli antichi Romani si dedicavano amabilmente all’ozio, adagiati sui propri triclini, conversavano e si cibavano fissando il vuoto e sorseggiando vino. Di certo non ci viene da pensare a loro come ad un popolo di nullafacenti e di ingannatori del tempo. L’ozio, così inteso, è una modalità per fermarsi, una pratica per riacquisire risorse, per dar spazio alla mente.  D’altra parte, senza una percezione profonda della noia, non sarebbe necessario agire e ricorrere all’azione.

La noia come ostacolo alla crescita personale

In alcuni casi, il sentimento di noia può divenire cronico, per certi versi esistenziale. In queste situazioni la noia assume un ruolo protettivo per l’individuo. Evitare l’azione, ostacolare la progettualità, permette di rifugiarsi in un mondo dove tutto è sospeso, imperturbabile e controllabile. Se nulla si muove, tutto è esattamente dove dovrebbe essere e come dovrebbe essere. In questo senso agire implica modificare un equilibrio e, in alcuni casi, implica anche confrontarsi con le proprie capacità e abilità. La noia può divenire quindi, un ostacolo alla crescita, un limite per le potenzialità dell’individuo. Annoiarsi è preferibile allo scontrarsi con la realtà, è preferibile alla minaccia di fallimento, spesso illusoria.

La noia oggi

Quanto spazio è riservato alla noia oggi? La giornata è così frenetica che forse non abbiamo più il tempo per annoiarci. I ritmi lavorativi, l’ambiente familiare e l’utilizzo di dispositivi iperstimolanti non lasciano molto spazio per fermarsi e incentivare una modalità creativa di approccio all’ambiente.

Siamo travolti da un insieme indifferenziato e variopinto di stimoli che, nei rari casi in cui la noia riesce ad affacciarsi alla nostra anima, ci sentiamo spaventati e impauriti.

Pensiamo di dover agire all’istante, di doverci sbarazzare di quell’oscuro sentimento che ci rende immobili e momentaneamente privi di senso. Accogliere la noia è il primo passo per introdurre qualcosa di nuovo, per creare dinamismo e nuova progettualità.

 

Articolo scritto dalla dott.ssa Elisa Bezze psicologa e psicoterapeuta presso la sede di Saronno

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