Gli esseri umani pensano, sperimentano emozioni e agiscono. Questi tre aspetti del loro essere sono interconnessi, interagiscono e si influenzano reciprocamente. Molte persone sono convinte che siano le situazioni a provocare le emozioni, sottovalutando il ruolo dei pensieri, come nell’esempio seguente:

Situazione attivante A Notare un errore nella mail di lavoro che hai inviato
porta direttamente a
Emozioni e comportamenti C ansia – evitare di inviare la mail corretta

Ma in realtà, tra A (situazione attivante) e C (emozioni e comportamenti), intervengono dei pensieri B, e la vera sequenza è:

Situazione attivante A Notare un errore nella mail di lavoro che hai inviato
porta ai
Pensieri B È un errore imperdonabile! Tutti penseranno che sia incompetente e poco professionale
che a loro volta portano a
Emozioni e comportamenti C ansia – evitare di inviare la mail corretta

Il modo in cui le persone si sentono emotivamente e si comportano è associato al modo in cui interpretano e pensano una situazione. Non è la situazione di per sé a determinare ciò che le persone sentono, ma è piuttosto il modo in cui queste interpretano tale situazione (Beck,1964; Ellis,1962). Di fronte alla stessa situazione, le persone possono avere pensieri diversi e, di conseguenza, modi di reagire diversi. I nostri pensieri sono influenzati dalle nostre esperienze precedenti, dalla nostra personalità, dall’opinione che abbiamo di noi stessi e dalle nostre aspettative.

Le persone che hanno sofferto per molti anni di ansia tendono a pensare in modo disfunzionale. Sonodisfunzionali i pensieri che non corrispondono alla realtà e che non ci aiutano ad affrontare meglio la situazione e che ci fanno stare male. I pensieri disfunzionali sono di solito catastrofici, distruttivi, illogici e rigidi. A differenza dei pensieri funzionali, che sono realistici, logici, costruttivi e flessibili. 

È importante mettere in discussione i pensieri disfunzionali che precedono, accompagnano e favoriscono le reazioni ansiose, in modo da ridurre anche in questo modo la frequenza e l’intensità delle reazioni spiacevoli e controproducenti.

L’importanza del modo di pensare

Le persone che hanno sofferto di ansia tendono ad avere schemi di pensiero disfunzionali riguardo alle situazioni che li preoccupano. Tendono ad aspettarsi il peggio e finiscono con il comportarsi in modo che il peggio si verifichi davvero, come una profezia che si autorealizza. 

I pensieri e le aspettative di un ansioso sono del tipo seguente:

  • “Sento che sta per accadere qualcosa di terribile”
  • “Starò male per sempre”
  • “Tutti si accorgeranno di quanto sono ansioso e insicuro

Questi pensieri hanno conseguenze importanti sul grado di disagio che prova l’ansioso e sui suoi comportamenti. Nessuna circostanza esterna può da sola causare forti turbamenti emotivi; è il nostro modo di pensare a generare un profondo disagio psicologico. Anche se una situazione è sgradevole, di per sé raramente è terribile. Senza il contributo attivo dei nostri pensieri, non sperimenteremmo livelli così intensi di ansia, paura, tristezza, senso di inadeguatezza o senso di mancanza di valore.

Chi è abituato a pensare in modo ansiogeno prende in considerazione tutto ciò che è possibile che accada e non solo ciò che è probabile che accada.

Alcuni pensieri ansiosi:

  • Se mi dimostro ansioso, gli altri pensano che sono stupido e non vorranno più frequentarmi
  • Se mi preoccupo posso impedire il peggio”

Se si valuta una situazione come pericolosa o terribile, una situazione che potrebbe essere semplicemente spiacevole, si è portati a un livello alto di attivazione emotiva in modo proporzionale alla gravità del giudizio. La persona tende a sentirsi molto male quando invece si potrebbero provare solo emozioni spiacevoli, senza aggravarle ulteriormente. Quindi, in modo inconsapevole, contribuiamo a creare e a mantenere le nostre sofferenze psicologiche, o almeno ad alimentarle. È importante sottolineare che ciò avviene senza una volontà esplicita da parte nostra.

È importante precisare che in alcuni casi i pensieri di pericolo e le reazioni d’ansia sono del tutto appropriate. Ad esempio, immaginiamo di attraversare la strada e vedere un’auto che si avvicina a velocità eccessiva senza rallentare. In questo caso, pensare al pericolo imminente, provare un’intensa ansia e reagire rapidamente per mettersi al sicuro sono reazioni del tutto adeguate e funzionali.

Identificare i pensieri disfunzionali ansiogeni

Il primo passo è identificare i pensieri disfunzionali. Non è sempre facile identificarli, perché con il tempo questi pensieri diventano automatici e non ci si rende sempre conto di averli, come un autista che pensa ad altro, può non accorgersi di fermarsi ai semafori, di cambiare marcia, ecc. e si trova a destinazione senza sapere quello che ha fatto nel guidare fin lì.

Un modo per identificare i pensieri disfunzionali è partire da emozioni di ansia, paura, disagio. In ogni situazione in cui ci si sente più ansiosi, chiedersi che cosa si pensa. Porre le seguenti domande:

• Cosa penso che potrebbe accadere?

• Cosa penso di me stesso?

• Cosa penso della situazione?

Contrastare i pensieri disfunzionali ansiogeni

Identificare, contrastare e confutare i pensieri disfunzionali non è sempre facile. Questo processo richiede impegno e fatica soprattutto se il tuo modo di pensare è consolidato e abituale.

A questo scopo possono dimostrarsi utili le seguenti domande:

  • Che prove ci sono che ciò che penso corrisponde alla realtà? Le mie convinzioni e le mie paure sarebbero condivise da altri? Non sto saltando alle conclusioni sulla base di prove insufficienti? È davvero probabile che accada veramente ciò che temo?
  • Che modi diversi, alternativi, ci possono essere di vedere le cose? Potrei interpretare diversamente la situazione? Che altre spiegazioni ci potrebbero essere di questo evento o situazione? Esistono modi diversi di vedere la realtà? Che altre previsioni si potrebbero fare?
  • Quali sono le conseguenze del mio modo di pensare?

Quali sono gli svantaggi e i vantaggi del mio modo di pensare?

  • Sto facendo errori di ragionamento?  Sto pensando in termini tutto o nulla? Sto generalizzando? Sto sopravvalutando i rischi? Sto catastrofizzando? Mi sto tormentando per come le cose dovrebbero essere?


Sostituire i pensieri disfunzionali con modi di pensiero alternativi

Dopo aver identificato i pensieri disfunzionali, bisogna esaminarli obiettivamente per valutare se rappresentano una visione realistica della situazione. Di seguito, alcuni esempi di pensieri disfunzionali con possibili alternative.

Pensieri ansiogeni                                                      Pensieri funzionali alternativi
Non lo sopporterei,
sarebbe terribile   
Preferirei che non avvenisse, ma potrei sopportarlo
e ricominciare
Non sono abbastanza bravo                                       Mi piace fare le cose bene, ma posso accettare di sbagliare. Se non mi metto alla prova,
non capirò mai se ci posso riuscire.
Accadrà qualcosa di
terribile a persone a me care
Non vi è alcuna prova che stia per accadere
qualcosa di terribile. Non voglio perdere tempo pensando a eventi futuri che è improbabile che accadano.                                                                             

I pensieri disfunzionali vanno sostituiti con pensieri funzionali, aderenti alla realtà, meno catastrofici e distruttivi. Questo processo richiede tempo e sforzo. Modificare il proprio modo di pensare non significa escludere tutti pensieri negativi e non implica cercare di convincersi che le cose siano migliori di quanto siano in realtà, ma piuttosto a vedere le cose in modo realistico, senza nascondersi le difficoltà e i pericoli, ma senza esagerarne la gravità, la probabilità e le conseguenze.

I seguenti sono esempi della differenza tra tre modalità di pensiero: disfunzionale, illusorio e funzionale.

Pensiero disfunzionale: Devo assolutamente!
Se succedesse, sarebbe terribile, insopportabile!
Non potrei tollerare che…!
Pensiero illusorio Andrà tutto bene! Non mi dà fastidio che…Sarà facile
Pensiero funzionale Mi piacerebbe molto.
Preferirei non ..
Farò tutto il possibile ..
Se le cose non vanno come voglio mi sentirò deluso, ma non necessariamente depresso.

 Sintesi

Quando ci rendiamo conto di essere turbati e di provare un livello di attivazione emotiva disfunzione sarebbe utile:

  • Identificare l’emozione che si sta provando (ansia, depressione, rabbia);
  • Analizzare il proprio dialogo interno (cosa ci si sta dicendo, quali pensieri si hanno);
  • Mettere in discussione i pensieri disfunzionali o distorti e le interpretazioni erronee della realtà;
  • Sostituire i pensieri disfunzionali con pensieri razionali e funzionali.

Bibliografia 

  • Beck, J. S. La terapia cognitivo comportamentale. Astrolabio (2022)
  • Andrews, G., Creamer, M., Crino, R., Hunt, C., Lampe, L., & Page, A. (2003) Trattamento dei disturbi d’ansia. Centro Scientifico Editore.
  • Andrews, G., Creamer, M., Crino, R., Hunt, C., Lampe, L., & Page, A. (2004) Disturbo d’ansia generalizzato. Centro Scientifico Editore.

Articolo a cura della dott.ssa Anna Teresa Gentiluomo Psicologa e Psicoterapeuta riceve presso la sede di Via Roma 85 a Saronno

Vota