Nel corso del tempo la figura della donna è cambiata notevolmente. Se inizialmente a prevalere era un modello monosessuale, dove la donna era una versione minore dell’uomo e i suoi genitali una versione meno sviluppata, dal ‘700 si sviluppa un modello bisessuale che presuppone una differenza di natura tra i due sessi, non più gerarchica. Nel tempo è cambiata anche l’idea di sessualità femminile: se nell’uomo il piacere sessuale è legato alla sua capacità produttiva, nella donna no. L’attività sessuale nella donna era legata esclusivamente alla riproduzione e il suo piacere ha acquisito spesso un connotato negativo: l’orgasmo femminile veniva considerato un peccato e definiva le donne come “poco di buono”.

Con l’affermarsi della donna nella società moderna cambia anche il suo ruolo nella coppia legittimando così il suo piacere. Questo cambiamento ha portato all’imporsi di una sessualità sempre più performante: per l’uomo diventa importante recare piacere alla donna, creando spesso una conseguente ansia da prestazione. 

Cosa si intende per orgasmo? 

L’orgasmo è una fase del ciclo di risposta sessuale. Secondo la teoria di  Master & Johnson (1966)  si  secondo quattro fasi successive: 

  • eccitamento: è la fase caratterizzata dalle sensazioni di piacere. Questa fase è la più lunga e può essere mantenuta da stimoli tattili, visivi o anche da fantasie. Nell’uomo vi è l’erezione e l’ingrossamento dei testicoli; nella donna, invece, aumenta la lubrificazione vaginale. In entrambi potrebbe aumentare la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e la tensione muscolare; 
  • plateau: dato ?? l’aumentare dell’eccitazione, questa fase è definita come il momento di culmine dell’eccitamento al quale seguirà l’orgasmo;
  • orgasmo: è la fase in cui il piacere raggiunge l’apice. Vi è la percezione di perdita di controllo ed è accompagnata da contrazioni sia nell’uomo che nella donna. Nell’uomo è il momento dell’eiaculazione; 
  • risoluzione: in questa fase il corpo torna a uno stato di quiete pre – eccitazione. Il corpo si rilassa e di distende e si esperisce un benessere generale. L’uomo tende a “disattivarsi” rapidamente e ad avere un “periodo refrattario”, momento nel quale è inattivo e poco sensibile alle stimolazioni. Questo non avviene nella donna che, al contrario, può riattivare il ciclo di risposta sessuale se adeguatamente stimolata. 

Il ciclo di risposta sessuale può subire variazioni nelle diverse fasi di vita e in base al contesto. Queste, nonostante siano presenti sia nell’uomo che nella donna, possono risultare  in quest’ultima meno lineari e più frastagliate.

Cosa si intende per orgasmo nella donna?

L’orgasmo è stato definito come “picco di sensazioni di intenso piacere transitorio e variabile in grado di creare un alterato stato di coscienza, abitualmente accompagnato da contrazioni ritmiche e involontarie della muscolatura pelvica circumvaginale, con contrazioni dell’utero e dell’ano e solitamente con l’induzione di uno stato di benessere e soddisfazione“ (Metson, Hull, Levin, Sipski, 2004). Da questa definizione emerge come l’esperienza orgasmica mentale coinvolge un vissuto soggettivo che può variare a seconda del contesto ambientale, relazionale, sociale e cambiare in base alle diverse fasi di vita. 

A livello cerebrale il riflesso orgasmico si attiva quando gli stimoli afferenti ai centri cerebrali superano una certa “soglia orgasmica” determinata biologicamente e che può modificarsi per  fattori biologici e psicologici, tra cui rientrano, ad esempio, l’influenza degli ormoni, dei farmaci ma anche uno stato di rilassamento o di coinvolgimento sessuale.

Che tipi di orgasmo femminile esistono?

Il  dualismo dell’orgasmo femminile – vaginale e clitorideo – è stato un argomento molto discusso nel tempo. Inizialmente l’incapacità di raggiungere un orgasmo durante un rapporto penetrativo era interpretato come immaturità ed espressione di uno stato nevrotico (S. Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905). Nel tempo si andò sempre più a favore di una de-patologizzazione dell’anorgasmia coitale, evidenziando in diversi studi che il 30% delle donne sperimenta l’orgasmo vaginale con la sola penetrazione del pene mentre il 70% sperimenta un orgasmo unicamente con la stimolazione meccanica del clitoride raggiungendo così un orgasmo clitoredeo (Hite, 1977; Kaplan 1974). 

Uno studio più recente (Bernorio & Passigato, 2017) indaga l’orgasmo femminile evidenziando diversi aspetti. I risultati suggeriscono che le donne coinvolte nella ricerca: 

  • sanno distinguere i due tipi di orgasmi clitorideo e vaginale;
  • solo il 51,02 % riferisce di raggiungere un orgasmo coitale senza stimolazione clitoridea, il restante campione di raggiungerlo solo con una stimolazione clitoridea (35,52%) o di raggiungere solo quello clitorideo (13,46%); 
  • preferiscono al 33% l’orgasmo vaginale, al 34% orgasmo clitorideo e  al 33% entrambi.

In conclusione, questi dati ci permettono di fare alcune riflessioni sull’orgasmo femminile. 

Si possono distunguere due tipi di orgasmi -clitorideo e vaginale- e quasi il 50% non raggiunge quello vaginale senza una stimolazione clitoridea. Questa dato è fondamentale nel momento di diagnosi di anorgasmia, dal momento che è necessario che la donna conosca la propria sessualità e che non viva l’assenza di un orgasmo vaginale come un problema o non diventi un motivo di invalidazione.

Inoltre, questi dati sembrano sottolineare che il piacere non sia esclusivamente legato all’orgasmo vaginale ma che più del 50% delle donne riporta soddisfazione anche con un orgasmo clitorideo.

Bibliografia

Bernorio, Passigato (2017), Il piacere al femminile, Ed. FrancoAngeli 

articolo scritto dalla dott.ssa Giada Sera psicologa e psicoterapeuta

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