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Mindful eating: mangiare consapevole cosa vuol dire?

Articolo di Giada Sera

30 Nov 20

Con il termine mindful eating si intende un nuovo approccio al cibo, nel quale ritroviamo la calma nel momento del pasto stando presenti su di noi e sul momento che stiamo vivendo. Imparare a spostare l’attenzione sul cibo e sulle nostre sensazioni fisiche permette di gustare a pieno un alimento, di scegliere quello di cui abbiamo bisogno e di mangiare ispirandosi ad un principio di sazietà e soddisfazione senza dipendere dalla quantità di cibo disponibile. 

Gli studi dimostrano che questa capacità, innata nell’essere umano, viene persa crescendo. Vi sono evidenze scientifiche che dimostrano come bambini dagli 0 ai 3 anni abbiano la capacità di scegliere la quantità e la qualità del cibo di cui hanno bisogno.

Infatti, se messi di fronte a grandi quantità di cibo mangiano calorie di cui necessitano scegliendo i corretti nutrienti. Questa attitudine viene persa dai 3 ai 5 anni, fase della vita nella quale il cibo è sottoposto a condizionamenti differenti ed inizia ad assumere un valore diverso: ad esempio, può diventare un modo per compiacere l’altro o per ottenere qualcosa. 

Cosa significa mangiare in modo consapevole?

Mangiare consapevolmente vuol dire avere intenzione ed attenzione durante l’atto. L’intenzione si manifesta nel mangiare solo quando ci percepiamo affamati, per soddisfare i bisogni del nostro corpo con l’obiettivo di stare meglio. Porre attenzione su una sola attività – in questo caso il mangiare – può risultare più difficile di quello che pensiamo. 

Siamo abituati a svolgere più attività contemporaneamente, come guardare la tv e mangiare o guardare il telefono mentre lavoriamo. La nostra attenzione viene rimbalzata da un’attività all’altra oppure una delle attività che stiamo svolgendo viene affidata al “pilota automatico”, dedicando in questo modo piena attenzione all’altra. Quando mangiamo guardando un film o la televisione spostiamo la nostra concentrazione a quello che vediamo mentre usiamo il pilota automatico per mangiare.

Ti è mai successo di finire di mangiare e non renderti conto che eri già all’ultimo boccone?

O di non aver fatto caso al gusto o al calore, alla consistenza del cibo che hai ingerito?

Se sì, hai mangiato in maniera inconsapevole. 

Da dove nasce la mindful eating?

La mindful eating fonda le sue radici nella mindfulness di Jon Kabat-Zinn. La mindfulness si definisce come la capacità di “porre attenzione in modo particolare: intenzionalmente, al momento presente, in modo no giudicante, non critico e di accettazione” (Jon Kabat-Zinn; 2003).

Jean Kristeller introdusse i principi della mindfulness all’interno dell’alimentazione e definì un protocollo specifico: Mindfulness Based Eating Awareness Training (MB- EAT).

Due sono gli aspetti fondamentali di questo trattamento, ben espressi già nel nome: Awareness e Training. L’obiettivo è arrivare ad avere consapevolezza dell’atto del mangiare, possibile attraverso un allenamento costante che richiede la partecipazione attiva del paziente, non solo agli incontri ma anche nello svolgimento di compiti/attività a casa. 

Che obiettivi si prefigge la mindful eating?

Il primo obiettivo è trovare un ri-equilibrio tra aspetti fisiologici e aspetti non legati alla nutrizione che determinano il nostro rapporto con il cibo. Risulta quindi necessario riconnettersi con il senso di fame e sazietà distinguendoli da fattori esterni. 

In particolare, gli obiettivo sono: 

  • diventare maggiormente consapevoli delle diverse scelte che si possono fare nell’alimentazione; 
  • riprendere contatto con i 5 sensi quando ci relazioniamo con il cibo; 
  • sviluppare un maggior contatto con il proprio senso di fame e sazietà; 
  • non distinguere i cibi in “buoni” e “cattivi”; 
  • porre attenzione al momento del pasto smettendo di mangiare con il “pilota automatico” e riducendo la modalità multitasking;
  • diventare consapevoli delle scelte alimentari che facciamo; 
  • osservare i nostri pensieri, valutarli come eventi mentali e non  perseguirli; 
  • distinguere i segnali fisiologici della fame e sazietà da aspetti emotivi. 

Bibliografia

Kristeller J., Wolever R., Sheets V. (2013); Mindfulness-Based Eating Awareness Training (MB-EAT) for Binge Eating: A randomized clinical trial; Springer Science+Business Media; New York

 

Articolo scritto dalla dott.ssa Giada Sera psicologa e psicoterapeuta, sullo stesso tema è possibile anche leggere il seguente articolo sul nostro sito: MINDFUL EATING: ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE

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