Nuovi partner: come favorire l’ingresso in famiglia dei fidanzati di mamma e papà

Genitori e figli fanno parte di un sistema, la famiglia, che nel corso della sua vita è sottoposta a mutamenti anche profondi (l’arrivo di un/a figlio/a, lutti, trasferimenti, separazioni).

È forse utile ricordare che le separazioni di coppia coinvolgono quindi inevitabilmente i figli/e e che queste devono essere affrontate con responsabilità e progettualità così che questi/e, compatibilmente con la loro età, possano capire ciò che sta accadendo e meglio esprimere le proprie emozioni. Ciò che deve essere chiaro è che nonostante la scelta dei due genitori, questi continueranno ad essere le loro madri e i loro padri e che insieme garantiranno affetto e continuità relazionale (no, non è scontato. I ragazzi vanno rassicurati rispetto a ciò).

Nuovi partner: perplessità e dubbi 

Quando però uno dei due intraprendere una nuova relazione sentimentale compaiono anche le perplessità e i dubbi: come e quando presentare il nuovo compagno o la nuova compagna ai nostri figli? Accetteranno la nuova relazione? Faranno dei paragoni? Penseranno che li voglia trascurare?

Questo articolo intende rispondere a questi dilemmi, ma soprattutto offre alcune indicazioni su come facilitare la relazione tra i figli e i nuovi partner.

CHI BEN COMINCIA È A METÀ DELL’OPERA

Prima di introdurre una nuova figura all’interno del sistema è bene che il rapporto dei genitori separati abbia raggiunto un buon assestamento e che si siano consolidate le nuove modalità relazionali tra i genitori e figli. In un primo momento è importante sperimentare un periodo di osservazione per capire:

  • come gestire la nuova routine famigliare con i nuovi partner;
  • come sono cambiate le nuove richieste affettive dei figli;
  • organizzare una diversa gestione del tempo (quanto tempo trascorrono con entrambi i genitori e come);
  • accordare e pianificare una comune linea educativa tra i due genitori.

Non si tratta di rinunciare alla nuova relazione quanto di investire al consolidamento di un nuovo pattern relazionale tra i figli e i genitori, che in questa fase è la priorità. Concedere del tempo a questo processo (non sempre semplice e immediato) consentirà alla madre e al padre di capire come poter essere insieme genitori dei figli senza essere ancora una coppia.

TI PRESENTO…

Presentare la persona che è entrata a far parte della vita di uno dei due genitori può essere motivo di stress e preoccupazioni: solitamente si ha il timore che i figli/e non accettino il nuovo/a compagno/a, che vengano fatti dei paragoni con l’altro genitore, che l’ex coniuge o il resto della famiglia allargata si opponga alla nuova relazione. Queste ansie non devono però scoraggiare il genitore che può invece intervenire perché questo passaggio avvenga con serenità. Indaghiamo questo aspetto.

Per prima cosa ritengo che “rinunciare” alla propria sfera sentimentale per “il bene dei figli”, sebbene possa apparire come un gesto eroico, a lungo andare potrebbe dar vita ad un malessere psicologico del genitore.

Benessere dei figlie e dei genitori

Non dimentichiamo che il benessere dei figli/e passa anche attraverso quello dei genitori: offrire loro un tale potere non è adatto perché significherebbe caricarli di una responsabilità che non ha nulla a che vedere con la relazione genitore-figlio/a; le relazioni sentimentali (anche tra le coppie non separate) richiedono che nel corso della quotidianità vi siano degli spazi di vita protetti e differenziati da bambini/e e ragazzi/e.

Infine, il messaggio indirettamente veicolato è che la sfera sentimentale e affettiva, così come quella sessuale, può essere trascurata o non è poi così importante per un adulto.

Come presentare il partner?

Dunque, come rendere le presentazioni dei nuovi partner un momento di grande impatto emotivo ma non eccessivamente destabilizzante?

  • Per prima cosa non mentite.

    Avvolgere la nuova relazione in misteri e segreti intuibili non potrebbe che creare confusione nei bambini/e e nei ragazzi/e che inoltre si sentirebbero traditi dal genitore. Piuttosto, iniziate ad “accennare” qualcosa di quella persona, a parlare di loro come di un uomo o una donna simpatici, di cui siete interessati, che vedete con e senza amici. Non serve classificare la relazione a tutti i costi, è sufficiente portare a conoscenza i figli/e del nuovo incontro.

  • Non fare sorprese:

    Assolutamente da evitare è l’effetto sorpresa poiché questo potrebbe ledere la relazione di fiducia o offendere i figli e le figlie che si sentirebbero esclusi o addirittura ingannati dai genitori stessi. Inoltre, potrebbe creare disorientamento, confusione e stress emotivo.

  • Avvisare l’ex:

    Se tra i due ex coniugi resta aperto il canale delle comunicazioni è buona cosa affrontare la questione (è sufficiente un messaggio quando i rapporti sono tesi) così che, nel caso in cui i figli/e accennassero a questa novità, l’altro genitore ne risulti informato. Da questo il messaggio restituito ai figli è quello di accettazione e coesione tra i due genitori.

  • Vigilare sulle relazioni:

    Come è stato riportato poc’anzi è indispensabile fare attenzione ai tempi e ai modi con cui viene inserito un nuovo membro all’interno della famiglia, ma sarebbe ingenuo aspettarsi che da quel momento in poi tutto proceda senza ostacoli.

  • L’unico elemento di tutela è la cura della qualità delle relazioni:

    per il genitore (meglio entrambi) è fondamentale munirsi di pazienza e spirito osservativo, spetta a loro vigilare sulla relazione dei figli nei confronti della nuova presenza, fornire significati a quelle reazioni quali la gelosia, i confronti, le idealizzazioni.

  • Non forzare la relazione:

    Il genitore deve porre molta attenzione alle richieste rivolte ai figli così come al nuovo/a partner, queste devono essere il più possibile rispettose dei tempi e dei bisogni di ciascuno. Non forzare significa dunque avanzare pretese realistiche e co-costruire una relazione in cui i figli e le figlie e i nuovi compagni/e possano modellare un legame in modo autentico e non condizionato (dai bisogni dei genitori).

  • Non patteggiare può essere dannoso:

    Quando le relazioni sono molto complesse non è sempre utile tentare un patteggiamento (ad esempio negoziare degli accordi per il quieto vivere), quanto tenere momentaneamente separati i due rapporti (genitore-figlio/a e genitore-nuovo compagno/a) con l’obiettivo di creare piccoli momenti di conoscenza reciproca così che l’impatto con la nuova figura avvenga con più fluidità.

Genitori

IL RUOLO DEL NUOVO PARTNER

Legarsi ad una persona con figli significa avvicinarsi ad un sistema famiglia con regole e funzionamenti propri, il suo ingresso deve perciò tenere conto di questi e altri aspetti. Pretendere l’accettazione incondizionata è chiaramente un’utopia, ma si tratterà in primis di considerare i tempi di ciascun componente, di considerare le giuste distanze, di fronteggiare insieme al genitore dei ragazzi/e i momenti critici della loro crescita, in un ruolo di sostengo ma non di sostituzione.

In questi casi co-costruire (e non solo desiderare) una relazione fra adulti e bambini/e o ragazzi/e significa dar vita ad un processo in cui la nuova figura evolve da “fidanzata di papà o fidanzato di mamma” a “figura di riferimento”. Non per tutti sarà chiaramente così, per alcuni resterà sempre “l’altro” o “la fidanzata del papà”, perché quel rapporto risponderà meglio alle esigenze relazionali di entrambi/e.

NEI CASI DI LUTTO

Nei casi di lutto di uno dei due genitori la situazione è altrettanto complessa: sentimenti quali il senso di colpa, il timore di essere giudicati da parenti e amici, la paura che per i figli/e che sia troppo presto o troppo tardi per introdurre una nuova figura spesso blocca il desiderio di vivere una nuova relazione sentimentale oppure investe la nuova conoscenza di ansie eccessive.

Anche in questi casi è utile attendere che il sistema famiglia abbia ritrovato un suo equilibrio e che tutti i componenti abbiano in qualche modo avviato un processo di elaborazione del lutto (in tal caso consiglio di leggere l’articolo “Lutto e infanzia: come affrontare insieme la perdita di una persona cara”.) Rispetto ai tempi e alle modalità di presentazione della nuova compagna o del compagno possono valere le stesse indicazioni riportate poc’anzi.

Mi preme sottolineare un aspetto: vivere una nuova stagione sentimentale per il genitore non significa mancare di rispetto al defunto/a o ai figli/e nati da questa unione, quanto offrire una nuova opportunità relazionale a sé stessi nonostante il dolore verso chi non c’è più.

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Cristina Veronese – Pedagogista

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