Per trauma si intende una violenta ferita, qualcosa che infrange il solito modo di vivere e vedere il mondo e che ha un impatto negativo sulla persona che lo vive.

Esperienze traumatiche diverse si associano a differenti conseguenze per l’individuo, in base sia al tipo che alla gravità dell’evento stesso. In psicologia si parla di “grandi traumi” o “T” per gli eventi che coinvolgono pericolo di morte o di minaccia per se stessi o per gli altri (ad esempio disastri naturali, abusi, incidenti etc.), e “piccoli traumi” o “t” per indicare le altre esperienze soggettivamente disturbanti caratterizzate da una percezione di pericolo (ad esempio un’umiliazione o delle interazioni brusche). 

Obiettivi della terapia

Uno dei primi obiettivi della terapia per il trauma è quello della stabilizzazione, per permettere all’individuo di abbassare l’arousal emotivo e di conseguenza le condotte autodistruttive.

Queste tecniche sono necessarie soprattutto nella prima fase del trattamento perché permettono poi di procedere con la seconda fase, quella di rielaborazione delle memorie traumatiche.

Tra le tecniche di stabilizzazione dei sintomi rientrano anche quelle immaginative (quelle cioè che utilizzano le immagini mentali) che aiutano a rientrare nella finestra di tolleranza e ad abbassare l’attivazione emotiva e fisiologica.

L’immaginazione sembra avere infatti un impatto uguale o maggiore sul vissuto emotivo rispetto alle modalità che utilizzano un canale primariamente verbale e cognitivo: quando immaginiamo qualcosa, nel nostro cervello si attivano le stesse aree cerebrali che sono coinvolte durante l’esperienza di eventi emotivi reali, come l’amigdala. Vengono quindi coinvolti gli stessi circuiti neurali che reagiscono alla specifica informazione sensoriale, anche se questa è solo immaginata.

Il posto al sicuro

Una delle tecniche più usate è quella del “posto sicuro”, che è possibile utilizzare sia nel setting clinico che in autonomia quando ci si sente sopraffatti da emozioni e sensazioni soverchianti che riportano al momento del trauma.

Con questa tecnica si permette di distogliere l’attenzione dalle reazioni iperattivanti connesse al trauma, dalla sensazione di paura e di impotenza, dai flashback, dai possibili agiti impulsivi e autodistruttivi. Questa tecnica ha inoltre anche un altro grande effetto terapeutico, quello di calmarci. 

Vediamola quindi nel dettaglio, in modo che anche tu possa crearti il tuo posto al sicuro:

Siediti in un posto dove sai che non sarai disturbato per almeno una decina di minuti e assumi una posizione comoda. Prendi un ritmo respiratorio calmante: inspira ed espira, provando ad allungare leggermente di qualche secondo l’espirazione rispetto all’inspirazione. Ora cerca di immaginare di essere in un luogo che ti trasmette calma e sicurezza. Questo posto può essere una foresta, una spiaggia, o qualunque altro luogo che infonda sicurezza e tranquillità. Una volta individuato il posto porta la tua attenzione sulle sensazioni fisiche. Cerca di immaginare i suoni di quel luogo, ad esempio il vento tra le foglie o il rumore delle onde, il crepitio di un focolare. Porta la tua attenzione su quello che vedi, i colori che ti circondano, i giochi di luce che il sole genera passando tra le foglie o colpendo le onde. Immagina le sensazioni tattili, come ad esempio la sabbia che scorre tra le mani, il vento che accarezza il volto, o il tronco di un albero.

Senti gli odori di quel luogo; l’aria salmastra, il profumo dei fiori o l’odore della pioggia. Questi sono solo alcuni esempi; cerca di coinvolgere tutti i sensi in questa pratica immaginativa. Dove sei ora? Immaginati lì. Guardati attorno, presta particolare attenzione a cosa vedi, cosa noti? Cosa guardi? Il suono che senti è il suono che vuoi sentire. Cosa senti? Notalo e fallo tuo, senti e percepisci che è buono. Ciò che osservi in termini di temperatura è esattamente quella che preferisci, come è percepita? Notala, senti e percepisci che è buona, falla tua. Nota i profumi, sono proprio quelli che preferisci. Che odore senti? Cosa percepisci? Sentilo, notalo e fallo tuo. Se vuoi assaggiare qualcosa puoi farlo, qualcosa di buono, quello che vuoi per te. Cosa stai facendo? Sei seduto, sei in piedi, o altro? Ricorda che è esattamente quello che vorresti fare lì in questo momento, notalo e senti quanto ti faccia sentire bene! Sei con qualcuno o sei solo? 

Adesso puoi accogliere in te tutto. Prova a percepire la felicità di essere lì, ti senti accolto e al sicuro. Puoi restare tutto il tempo che desideri e tornarci tutte le volte che ne avrai bisogno. Questo è il tuo posto. Quando poi ti senti pronto lascia svanire l’immagine e lentamente ritorna nel presente.

Bibliografia

Puliatti, M. (2017). La psicotraumatologia nella pratica clinica: interventi di stabilizzazione con adulti, bambini e adolescenti. Mimesis.

Marsigli, N. (2018). Stop all’ansia sociale. Erickson.

Articolo a cura della dott.ssa Pamela Ciociola Psicologa e psicoterapeuta presso la sede di Legnano del centro Interapia per chi volesse maggiori informazione o prenotare un primo appuntamento può farlo tramite la nostra pagina dei contatti.

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