Introduzione

Il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder, ARFID) rappresenta una sfida significativa nel campo della salute mentale e della nutrizione, che colpisce individui di ogni età, ma è particolarmente prevalente nei bambini e negli adolescenti. In qualità di psicologo esperto, desidero condividere una panoramica approfondita di ARFID, offrendo strumenti pratici per riconoscere, comprendere e affrontare questo disturbo.

Cos’è il Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo?

ARFID è un disturbo alimentare caratterizzato dalla difficoltà a incontrare le esigenze nutrizionali e/o energetiche appropriate, a causa di uno o più dei seguenti fattori:

  • Evitamento basato sulle caratteristiche sensoriali del cibo.
  • Preoccupazione per le conseguenze avverse del mangiare.
  • Mancanza di interesse per il cibo o l’assunzione di cibo.

Identificare ARFID: Segnali da Osservare

  1. Riduzione significativa nel consumo di cibo: Noterete un evidente calo nell’assunzione di cibo, senza un’apparente ragione medica.
  2. Difficoltà a mantenere un peso corporeo normale: Potrebbero verificarsi cali di peso o difficoltà nel raggiungere il peso previsto per l’età e l’altezza.
  3. Dipendenza da integratori nutrizionali: Il ricorso a integratori per mantenere un adeguato stato nutrizionale può essere un campanello d’allarme.
  4. Impatto sul funzionamento sociale: L’evitamento di situazioni sociali legate al cibo è comune.

Cause di ARFID: Un Approfondimento

Le cause di ARFID possono essere molteplici e spesso interconnesse, tra cui:

  • Fattori biologici: Inclusa una predisposizione genetica.
  • Fattori psicologici: Come l’ansia legata al cibo o esperienze negative passate.
  • Fattori ambientali: L’influenza della famiglia e dei coetanei può giocare un ruolo significativo.

Strumenti per Genitori ed Educatori

Per supportare qualcuno con ARFID, considerate i seguenti approcci:

  1. Educare se stessi e il proprio nucleo familiare: La conoscenza del disturbo è il primo passo per fornire supporto efficace.
  2. Cercare supporto professionale: La guida di psicologi, nutrizionisti e medici è fondamentale.
  3. Creare un ambiente di pasto positivo: Evitate di esercitare pressioni o stress sul momento del pasto.
  4. Impostare obiettivi realistici: Celebrate i piccoli successi per incoraggiare progressi continui.

Conclusione

ARFID è un disturbo complesso che richiede un approccio olistico e multidisciplinare per il suo trattamento. Come esperti e caregiver, lavorare insieme per comprendere e supportare le persone con ARFID è cruciale per il loro benessere fisico e psicologico. Ricordate, il riconoscimento precoce e l’intervento tempestivo possono fare una grande differenza nella vita di chi soffre di questo disturbo.

Incoraggiare la comunicazione aperta, cercare supporto professionale e adottare un approccio paziente e comprensivo può aiutare significativamente nel percorso verso il recupero e una relazione più sana con il cibo

Articolo a cura del dott. Simone Sottocorno psicologo e psicoterapeuta

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