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Il Sintomo Somatico Come Psicopatologia: Disturbi da sintomi somatici e Disturbi correlati

Articolo di Annarita Scarola

12 Set 22

È possibile che una persona sperimenti un sintomo organico di qualche tipo (disturbi dell’apparato gastrointestinale, disturbi dell’apparato cardiocircolatorio, disturbi dell’apparato urogenitale, disturbi dell’apparato muscolare, disturbi della pelle o disturbi pseudo-neurologici) senza che questo dipenda dalla presenza di una condizione medica o dall’assunzione di farmaci o di sostanze, ma si tratta di una manifestazione psicopatologica a tutti gli effetti: il corpo infatti può essere un valido strumento di comunicazione di uno stato di disagio o di sofferenza psichica.

Solitamente queste persone, dopo aver fatto numerosi esami diagnostici e diverse visite mediche, si sentono dire che dal punto di vista organico non hanno assolutamente alcun problema e che sarebbe opportuno iniziassero un percorso di psicoterapia.

Classificazione diagnostica

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5, 2013), tale condizione è descritta nel capitolo Disturbi da sintomi somatici e Disturbi correlati, categoria diagnostica all’interno della quale rientrano:

  • Disturbo da sintomi somatici
  • Disturbo da ansia di malattia
  • Disturbo di conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali)
  • Fattori psicologici che influenzano altre condizioni mediche
  • Disturbo fittizio
  • Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati con altra specificazione
  • Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati senza specificazione.

Vediamo più nel dettaglio i disturbi elencati.

Disturbo da sintomi somatici

È necessario che vengano soddisfatti due criteri per poter diagnosticare in un soggetto la presenza di un disturbo da sintomi somatici:

  • CRITERIO A: La presenza di uno o più sintomi somatici che procurano disagio o portano ad alterazioni significative della vita quotidiana;
  • CRITERIO B: la presenza di pensieri, emozioni o comportamenti eccessivi correlati ai sintomi somatici o associati a preoccupazioni relative alla salute. In particolare, affinché sia soddisfatto il criterio B, deve essere presente almeno una delle seguenti condizioni: 
  1. Presenza di pensieri sproporzionati e persistenti circa la gravità dei propri sintomi
  2. Presenza costante di un elevato livello di ansia per la salute o per i sintomi
  3. Spesa eccessiva di tempo ed energie rivolti ai sintomi o a preoccupazioni riguardanti la salute.

Inoltre la durata della presenza di tale sintomatologica deve essere di almeno sei mesi.

A livello cognitivo, i pensieri legati al disturbo da sintomi somatici riguardano un’attenzione focalizzata in maniera eccessiva e continuativa sui sintomi somatici; l’attribuzione di sensazioni fisiche nella norma a patologie organiche, accompagnata dalla tendenza a previsioni di diagnosi infauste e ad esiti catastrofici; la paura di essere malati o di essere esposti a stimoli potenzialmente dannosi per la salute.

A livello emotivo, l’emozione prevalente è l’ansia accompagnata da un atteggiamento di costante vigilanza e attivazione.

A livello comportamentale invece, chi possiede un disturbo da sintomi somatici mantiene un controllo sempre attivo rivolto al proprio corpo e ad ogni eventuale segnale di potenziale malattia o anomalia; effettua numerosi esami e visite mediche alla ricerca di rassicurazioni, evita l’attività fisica od ogni comportamento che possa essere interpretato come nocivo per la salute.

Disturbo da ansia di malattia

Per poter diagnosticare un disturbo da ansia di malattia è necessario che vengano rispettati quattro criteri:

  • CRITERIO A: preoccupazione di avere o di contrarre una malattia grave non diagnosticata;
  • CRITERIO B: i sintomi somatici non sono difatti presenti, oppure sono di lieve entità o sono manifestazioni fisiologiche nella norma (per esempio avere il fiatone dopo una corsa);
  • CRITERIO C: la preoccupazione di essere malati è accompagnata da una forte ansia legata alla salute e alla paura di ammalarsi;
  • CRITERIO D: l’identità stessa della persona ruota intorno allo stato di malattia (pensiero fisso legato a questo argomento, comportamento costantemente rivolto al controllo e alla ricerca di potenziali malattie.

L’ansia talvolta può avere come conseguenza un evitamento disadattivo di situazioni o attività che si teme possano mettere a rischio lo stato di salute, come per esempio non fare visita a familiari malati o non svolgere attività fisica. 

La durata della sintomatologia deve essere di almeno 6 mesi.

Disturbo di conversione

Il disturbo di conversione può essere caratterizzato da uno o più sintomi di vario tipo: tra questi generalmente compaiono sintomi motori come debolezza o paralisi; movimenti anomali, come tremori o movimenti distonici; anomalie della deambulazione e postura anormale degli arti; sintomi sensoriali quali sensibilità tattile, visiva o uditiva alterata, ridotta o assente; episodi di tremore agli arti anormale e generalizzato con apparente compromissione o perdita di coscienza (episodi simili a delle crisi epilettiche); episodi di disfonia o afonia, disartria oppure una sensazione di nodo alla gola o difficoltà di deglutizione o nell’eloquio.

Fattori psicologici che influenzano altre condizioni mediche

La presenza di questo disturbo viene riconosciuta nei casi in cui diversi fattori psicologici influenzano la condizione medica del paziente, anche in presenza di condizioni organiche che non dipendono da fattori di natura psichica. Si fa riferimento per esempio a comportamenti come negare i sintomi o non aderire alle prescrizioni mediche.

L’atteggiamento mentale del paziente è infatti capace di peggiorare lo stato di salute generale dello stesso o di interferire con gli effetti di eventuali terapie in corso, comprese anche quelle farmacologiche.

Disturbo fittizio

Questa condizione diagnostica è presente nei casi in cui il paziente, per vantaggi personali secondari, simula in modo intenzionale e consapevole uno stato di malattia.

Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati con altra specificazione 

Questa categoria riguarda tutti quei casi in cui sono presenti i sintomi tipici di un disturbo da sintomi somatici e altri disturbi correlati, che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti, ma non soddisfano pienamente i criteri per uno qualsiasi dei disturbi della classe diagnostica del disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati.

Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati senza specificazione

Quest’ultima categoria diagnostica non viene usata quasi mai, tranne che in rari casi in cui ci sono informazioni insufficienti per porre una diagnosi più specifica.

Trattamento

La Terapia Cognitivo Comportamentale risulta essere molto efficace nel trattamento dei Disturbi da sintomi somatici e Disturbi correlati, poiché permette di lavorare sui tre livelli coinvolti nella malattia:

  • Livello cognitivo: permette di individuare il contenuto dei pensieri disfunzionali e catastrofici del paziente, potendo in questo modo aiutarlo a sostituirli con pensieri più razionali e a lavorare sulle cause che hanno portato la persona a sviluppare tale diagnosi;
  • Livello emotivo: man mano che si approfondisce la conoscenza del funzionamento del sintomo e più complessivamente del paziente intorno a quel sintomo, e il soggetto impara a conoscersi meglio e ad affrontare in modo più razionale il rapporto col proprio corpo e con la malattia, anche la sintomatologia ansiosa va gradualmente ad attenuarsi;
  • Livello comportamentale: il paziente grazie a questo tipo di trattamento impara, attraverso vari esercizi guidati dal terapeuta, ad evitare i comportamenti dannosi che peggiorano il circolo vizioso del sintomo e a mettere in atto comportamenti più utili e razionali.

American Psychiatry Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5), 5ª Ed. 

Articolo di divulgazione psicologica scritto dalla dott.ssa Annarita Scarola psicologa e psicoterapeuta presso il centro di Saronno e Milano

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